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Gentile Dott. Formigli,

La batosta ricevuta dai gruppi terroristi ad Aleppo ha scatenato un’isteria anti-Assad ed anti-russa che ha sorpreso persino me (che pensavo di non potermi meravigliare più di nulla) per la sua virulenza estrema.

Si è distinta, tra gli altri, la giornalista Rula Jebreal che durante la trasmissione da Lei condotta ha sparato con la massima faccia tosta balle e sciocchezze madornali che non possono essere ignorate.

Aleppo era fino al 2012 la città più prospera e tranquilla della Siria, ricca di industrie ed attività commerciali. Non vi era stata alcuna manifestazione antigovernativa. Nell’estate di quell’anno fecero improvvisamente irruzione in città bande jihadiste armate fino ai denti provenienti dalla Turchia. Gran parte di questi militanti non erano nemmeno siriani, ma Ceceni, Uiguri del Sinkiang cinese, turchi, turcomanni, libici, tunisini, ecc.

Alcuni quartieri furono occupati; gli abitanti che non erano fuggiti furono presi in ostaggio; fu tagliata l’erogazione dell’acqua verso i quartieri non occupati (dove vivevano i tre quarti della popolazione); tagliata l’energia elettrica; impedito per molto tempo l’arrivo di aiuti e rifornimenti finché l’esercito non riuscì a ripristinare una via d’accesso alla città.

Ogni giorno la parte della città rimasta sotto la protezione del governo e dell’esercito era bombardata a casaccio con i mortai e quei cannoni improvvisati che lanciano bombole di gas rinforzate con chiodi e rottami di ferro chiamati “cannoni dell’inferno”.

L’accerchiamento e poi lo sgombero dei terroristi (guidati da Fatah Al Sham, ex Al Nusra, cioè Al Queda) dai quartieri, da loro occupati per 4 anni, da parte dell’esercito, con l’aiuto dei Russi e dei combattenti di Hezbollah, è stata accolta con giubilo dalla grande maggioranza della popolazione che non ne poteva più e chiedeva all’esercito di intervenire con decisione.

Se ne parla nelle numerose testimonianze da parte di numerosi cittadini di Aleppo, come il vescovo cristiano maronita di Aleppo Tabji, spesso in missione qui a Roma per chiedere aiuto, o il Dott. Nabil Antaki, le cui testimonianze penso Le siano già pervenute da altre fonti. Si possono comunque consultare i siti di informazione quali http://www.oraprosiria, http://www.sibialiria, http://www.antidiplomatico, CIVGinforma, ecc.

Inoltre penso sia doveroso per ogni giornalista serio consultare non solo Al Jazeera, la Reuters, o l’Associated Press, ma anche l’agenzia siriana SANA, Russia Today, l’iraniana Fars o la cinese Xinua, che possono trovarsi sul sito “siria latest breaking news search 24/7” che riporta tutti i giornali e le agenzie del mondo.

Naturalmente ciò che vale per Aleppo, vale per tutta la Siria. L’unica speranza per quel martoriato Paese è che tutti quegli Stati che stanno conducendo una guerra per procura contro la Siria (Arabia Saudita, Qatar, Turchia, USA, UK, Francia, e ahimè anche l’Italia) smettano di interferire, ritirino le sanzioni che affamano la popolazione costringendola ad emigrare, riallaccino le relazioni diplomatiche, smettano di rifornire continuamente i cosiddetti “ribelli” con finanziamenti, armi e nuovi mercenari freschi provenienti da 90 Paesi.

E si smetta anche con la favoletta delle “prime manifestazioni pacifiche” del 2011 represse, per cui sarebbe nata la rivolta armata. Le armi, i mercenari, le quinte colonne per provocare un cambio di governo violento erano già pronte da anni, come ammesso pubblicamente, ad esempio, dallo stesso comandante della NATO, gen Clarck, già nel 2006!

L’avvenire della Siria e chi la deve governare deve dipendere solo dai Siriani.

Cordialmente,

Vincenzo Brandi
militante pacifista ed antimperialista con la Rete No War e la Lista No Nato.

 

16/12/2016 – lantidiplomatico

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