#ISIS #Iraq #Qaraqosh #FOCSIV

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Qaraqosh, la principale città cristiana del Paese è stata liberata da circa una settimana. Le due donne, che non sono fuggite perché avrebbero rallentato gli altri, sono state obbligate a convertirsi all’Islam. Ritrovate dall’esercito iracheno in condizioni fisiche precarie, ora si trovano a Erbil. Il racconto della Focsiv.

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È la principale città cristiana dell’Iraq, nella piana di Ninive a nord di Mosul. Fino al 2014 Qaraqosh aveva circa 60 mila abitanti, a cui si sono aggiunti gli sfollati cristiani di Mosul e quelli che fin dal 2003 erano scappati da Baghdad. Nel 2014 Qaraqosh è stata occupata dall’Isis e gli abitanti sono stati costretti a lasciare le proprie case, in gran parte accolti nel Kurdistan iracheno. Non tutti però hanno potuto abbandonare la città. Due anziane donne – che non sono fuggite perché avrebbero rallentato la fuga degli altri – sono rimaste e sono sopravvissute ai 25 mesi di occupazione. Sono state ritrovate una decina di giorni fa, quando la città è stata liberata. “Sono rimaste lì – ha raccontato Mustafa Jabbar, coordinatore di Focsiv nel Kurdistan – Erano troppo anziane per fuggire, non avrebbero saputo come fare. Sono rimaste sole con la paura che se fossero state scoperte non avrebbero avuto vita lunga. La storia è andata diversamente”.

“La dispensa era ancora ben rifornita e nei primi mesi ha permesso loro di sopravvivere nascoste agli occhi degli uomini dell’Isis, che non avevano preso in considerazione la loro casa – racconta Jabbar – Poi sono state scoperte, hanno temuto il peggio. Con le minacce sono state obbligate a convertirsi, recitando la professione di fede. Ogni tanto ricevevano un po’ di cibo, ma la salute ne ha risentito: non avendo ricevuto le cure necessarie una delle due donne ha perduto la vista, l’udito e non riesce a camminare”. Ritrovate dall’esercito iracheno, le due donne ora si trovano a Erbil dai parenti.

Focsiv è presente da 2 anni nei campi profughi di Erbil, nel villaggio di Dibaga e a Kirkuk. I volontari italiani si occupano di provvedere alle prime necessità nell’emergenza, hanno allestito un asilo per i bambini per consentire alle madri di lavorare o frequentare corsi di cucito, hanno avviato attività sportive per i più grandi in modo da essere occupati anche nel doposcuola e poter avere una vita il più possibile adatta a bambini e adolescenti e hanno organizzato corsi di formazione e di lingua inglese e curda. Focsiv si occupa anche delle persone più vulnerabili come le donne con neonati a cui, spesso, manca il latte a causa dello stress e della paura fornendo loro latte in polvere, rivolge un’attenzione particolare ai disabili, con cure specifiche e medicinali, distribuisce cibo e indumenti.

(lp)

 

3 novembre 2016 – redattoresociale.it

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Nel video il momento del ritrovamento delle due anziane donne

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