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Vi pubblichiamo il servizio di Le Iene andato in onda domenica 30 ottobre 2016 – “Bombe all’Arabia Saudita, l’Italia ha le mani sporche di sangue

 

Fa veramente male al cuore, per noi admin di questa pagina che seguiamo quello che sta succedendo in Yemen fin dal 26 marzo 2015, vedere che questo abominio, questo crimine contro i civili yemeniti, viene mostrato all’Italia attraverso un programma di intrattenimento e intervallato da gag ridanciane e pubblicità. Una manciata di minuti per descrivere l’assassinio indiscriminato (ergo: genocidio) di migliaia di civili, di centinaia e centinaia di bambini innocenti. E in questo servizio si denuncia prettamente solo la vendita di armi italiane a questi mostri assassini. Del criminale embargo via cielo, terra e mare non se ne parla. Non si parla dei milioni di yemeniti che stanno soccombendo alla fame, alla sete e alle malattie.
Comunque un grazie dal più profondo del cuore a Luigi Grimaldi, Giorgio Beretta, Francesco Vignarca, Roberto Cotti, Mauro Pili, Riccardo Noury, PandoraTV, Dino Giarrusso di ‘Le Iene’ e a tutte le anime buone e organizzazioni umanitarie che stanno cercando di fare qualcosa per questo popolo.
Il pezzettino di video che si vede all’inizio del servizio è stato girato da un bambino di 17 anni che da grande avrebbe voluto fare il videoreporter.

1Il bambino si chiamava Hashim al-Homran e il 21 gennaio scorso stava filmando con la sua piccola telecamera i micidiali effetti di uno dei tanti bombardamenti a Dhayan, a venti chilometri dalla città di Sadaa. Il piccolo “reporter” stava documentando l’arrivo dei soccorsi che disperatamente cercavano i superstiti sotto le macerie. Ma all’improvviso arriva un altro bombardamento. Hashim viene ferito, ma continua a riprendere le violazioni che si consumano davanti ai suoi occhi. Non si ferma e filma anche l’ennesimo attacco ad una ambulanza di Medici Senza Frontiere (Msf) arrivata nella zona dei raid, che è costato la vita all’autista. A causa delle ferite riportate dai bombardamenti, Hashim muore il giorno successivo. E il suo ultimo filmato, caricato in parte su You Tube, documenta la brutale pratica portata avanti dai sauditi, quella del double-tap. Ovvero bombardare, aspettare l’arrivo dei soccorsi e ribombardare di nuovo la stessa area. Una pratica che anche secondo le Nazioni Unite è un crimine di guerra. Hashim è morto con la sua telecamera tra le mani, perché voleva mostrare al mondo cosa sta succedendo al suo popolo!
Che Dio protegga il popolo yemenita e alla vergognosa Pinotti auguriamo di avere incubi fino alla fine dei suoi inutili giorni!

 

Qui il video integrale che ci ha lasciato Hashim

 

2 novembre 2016 – Faranno il Deserto e lo chiameranno Pace

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