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Una nota dell’ambasciata israeliana in Italia, ieri, spiegava che : «Ci sarà un controllo sulla vicenda. Israele ha massima considerazione delle sue importanti e amichevoli relazioni con l’Italia ed è vicino al governo e al popolo italiano per i tragici terremoti».

Incuriositi, siamo andati a cercare quale fosse quella “vicenda”, perché se l’ambasciata è stata costretta a prendere carta e penna – invece di affidarsi alle telefonate semi-minatorie ai giornali, come accade di solito – deve trattarsi di una cosa seria.

Abbiamo scoperto che in realtà era a metà strada tra la cosa seria (da ricovero urgente) e la scemenza che ti aspetteresti da un salviniano di quinto livello.

Il vice ministro israeliano della Cooperazione regionale, Ayoub Kara (Likud), mentre era in visita a Roma, ha scoperto che esistono i terremoti. Una delle due scosse che hanno semidistrutto Ussita, Santangelo sul Nera, Visso e altri paesini dell’appennino umbro-marchigiano, lo ha soprpreso mentre era in Vaticano. Inevitabile dunque che anche lui dicesse la sua sulla terra che trema, anche se – lo diciamo da testimoni diretti – quella scossa a Roma ha al massimo fatto tremolare la sedia davanti alla scrivania.

«Passare attraverso un terremoto non è stata la più piacevole delle esperienze, ma – ha detto Kara – abbiamo avuto fiducia che la Santa Sede ci avrebbe tenuto al riparo. Sono certo che il terremoto sia avvenuto a causa della decisione Unesco».

L’Unesco, nei giorni scorsi, ha approvato a maggioranza una risoluzione in cui si definisce la Palestina “terra occupata” e di conseguenza Israele come potenza occupante. Oppressore, insomma. Una realtà incontrovertibile che viene però osteggiata solo dagli Stati Uniti e dalla stessa Israele, com’è scontato che sia. Nella votazione, come su tutti i temi scabrosi, l’Italia si è astenuta (come se fosse complicatissimo capire chi occupa e chi è occupato, anche solo mettendo a confronto le carte geografiche nell’arco di 70 anni).

Il governo israeliano ha interpretato l’astensione come una scortesia gravissima, pretendendo ovviamente il voto contrario che legittimerebbe l’occupazione.

Perciò, nella testa del povero signor Ayoub Kara, l’Italia avrebbe meritato uan dura punizione. Fosse stato nelle sue possibilità, insomma, un bel terremoto non ce lo avrebbe tolto nessuno.E siccome è un vero laico, è anche convinto che il suo dio ragioni esattamente come i suoi pochi neuroni, anche se dispone naturalmente di un potere devastante infinitamente più grande.

E dunque che il terremoto colpisca questi vigliacconi di italiani incapaci di sostenere Israele nella sua politica criminale.

Inutile far notare al signor Kara che, così pensando, il suo dio dimostrerebbe anche una mira decisamente scarsa (avrebbe insomma avuto senso scagliare la collera contro le dimore del ministro degli esteri Gentiloni e degli alti funzionari della Farnesina, non certo sui poveri abitanti delle colline marchigiane che nulla sapevano del voto all’Unesco).

Nella testa di chi crede di essere un fortunatissimo membro di un “popolo eletto”, ben piantato nel cuore di un dio ostile al resto del genere umano, lo spazio per il dubbio è stato cancellato all’origine. E si sa: dio confonde coloro che vuol perdere…

Noi, che non abbiamo dei da venerare o che siano costretti a proteggerci, preferiamo usare il cervello. E dunque non confonderemo mai “gli ebrei” con il misero viceministro del Likud…

 

Di

 

29 ottobre 2016 – contropiano.org

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