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Profughi fuggiti da Mosul

L’offensiva per la riconquista della città prosegue ma ora la Turchia minaccia un intervento di terra

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@#Ankara ha minacciato di lanciare un’offensiva via terra in Iraq per contrastare eventuali minacce verso Turchia: “Se c’è una minaccia contro la Turchia, siamo pronti a utilizzare tutte le nostre risorse, tra cui un’operazione militare di terra”, ha detto il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu, che ha aggiunto: “E’ un nostro diritto più che naturale”.
@#Continuano i bombardamenti turchi contro presunti obiettivi del Pkk.
@#Forze Peshmerga sono entrate nel villaggio cristiano di Batnaya, a nord della città di Tel Keppe e a nord-est di Mosul, dopo una battaglia durata quattro ore contro miliziani dell’Isis. Nel villaggio l’Isis ha seminato decine di trappole esplosive.
@#I curdi hanno recuperato molti missili dell’arsenale dell’Isis. Erano i missili destinati a colpire le postazioni dei curdi e dell’esercito iracheno.
@#L’Onu ha denunciato nuovi crimini di guerra durante la battaglia di Mosul. Al momento i crimini sono soprattutto dello Stato Islamico: i corpi di 70 civili crivellati di colpi sono stati scoperti dalle forze di sicurezza irachene nel villaggio Tuloul Naser.
Nei giorni precedenti – sempre secondo l’Onu – 50 ex agenti di polizia sono stati uccisi nelle vicinanze di Mosul.

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Giorno nove dell’offensiva per la riconquista di Mosul. La battaglia prosegue ma deve fare i conti con una feroce resistenza da parte dei guerriglieri dello Stato islamico.

La battaglia per la liberazione di Mosul si annuncia lunga e complessa.

A supporto delle unità che si stanno muovendo verso la strategica località dell’Iraq settentrionale, la coalizione internazionale a guida statunitense ha effettuato un numero senza precedenti d’incursioni aeree.

Ma a sud-est di Mosul, le forze governative sono finite sotto il fuoco dei miliziani di al Baghdadi per il terzo giorno consecutivo, una resistenza com’era prevedibile che aumenta in maniera proporzionale all’avvicinamento a Mosul.

I guerriglieri dell’Isis hanno allestito trincee riempite di petrolio e preparato auto imbottite di esplosivo e tunnel che consentono il ritorno in postazioni che le forze governative ritenevano evacuate e hanno anche provveduto a sfondare le pareti interne delle abitazioni per passare da un edificio all’altro, senza dover uscire allo scoperto, come insegnano le regole del combattimento urbano.

Intanto, i reparti governativi hanno ripreso il controllo di Karamlech, un villaggio cristiano a est di Mosul.

“Il nemico è in fuga” spiega con forse troppo ottimismo un maggiore dell’esercito di Baghdad. “Ha lasciato dietro di sé diverse autobomba pronte a esplodere che stiamo disinnescando”.

I carri armati della Nona divisione blindata che risalgono da sud-est verso Mosul hanno lanciato l’assalto su Karamlech per poi progredire lentamente, facendosi strada casa per casa tra le rovine del villaggio, come testimonia lo scenario di distruzione che disegna l’orizzonte odierno di questo villaggio cristiano.

Scudi umani. L’Isis sta continuando a usare scudi umani in Iraq. Lo denuncia anche oggi l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani con una nota stampa del portavoce Rupert Colville, il quale riporta le segnalazioni di “varie e diverse fonti” locali, che ha preferito non citare per non mettere a repentaglio la loro incolumita’. Tuttavia ha specificato che è “molto difficile verificare queste denunce” e ha quindi chiesto di considerare le notizie “non definitive”. “Continuiamo a ricevere informazioni di vessazioni-comprese esecuzioni sommarie- contro bambini, donne e uomini da parte dei miliziani dell’Isis mentre le forze governative avanzano su Mosul”, ha affermato Colville.

Ancora stragi. Nella località di Safina 15 civili sarebbero stati uccisi e i cadaveri gettati nel fiume. In un’altra occasione, il 19 ottobre, miliziani jihadisti hanno legato sei civili trascinandoli con un veicolo, probabilmente per punire un loro familiare accusato di combattere con le forze governative. Secondo altre denunce, i miliziani hanno ucciso tre bambine e tre donne a Rufeila e una delle bambine è stata decapitata. Alla periferia di Mosul sono stati inoltre uccisi circa 50 poliziotti precedentemente rapiti.

Divieto di scappare.  Il Fatto quotidiano riposta un’intervista a Mustafa Habib, iracheno, giornalista del sito Niqash che conferma: “A Mosul l’Isis usa gli abitanti come scudi umani. Ha vietato alla popolazione di lasciare la località. La prova è che, fino a questo momento, in pochi hanno abbandonato la città”, racconta . “L’Isis sapeva che se la città si fosse svuotata dei suoi abitanti sarebbe caduta nel giro di poco, come avvenuto a Fallujah, Ramadi e Tikrit. Si sarebbe ripetuto lo stesso copione: l’esercito e l’aviazione avrebbero bombardato massicciamente e nel giro di pochi giorni tutto sarebbe finito”.
“Lo Stato Islamico ha imparato dalle sconfitte. Al contrario di quanto aveva fatto in precedenza nelle altre località dell’Anbar e di Saladin, l’Isis ha cominciato a vietare ai cittadini di lasciare Mosul”

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Chiese profanate. I miliziani dell’Isis hanno profanato e devastato alcune chiese nelle cittadine a sudest di Mosul. A Bartella, tra le principali città cristiane nell’area, nella chiesa di Mart Shimony i jihadisti hanno divelto le croci, sfondato le cassette dove erano conservati i soldi delle elemosine.

Le immagini, pubblicate da Rudaw, mostrano inoltre le ridotte difensive allestite nella chiesa, dove tra le macerie restano ancora le postazioni per il lancio di razzi artigianali.

Liberati 74 villaggi nella prima settimana della campagna. Le forze armate irachene hanno liberato 74 villaggi e ucciso 772 miliziani dell’Isis nella prima settimana della campagna per riprendere Mosul. Sono stati inoltre catturati altri 23 miliziani, sono state sequestrate due fabbriche di bombe, detonati 397 ordigni e distrutti 127 veicoli. L’inviato della presidenza degli Stati Uniti che guidano la Coalizione, Brett McGurk, ha detto che finora tutti gli obiettivi sono stati raggiunti.

 

25 ottobre 2016

Fonte: globalist.it

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