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GRAVISSIMO ATTO DI INTIMIDAZIONE DELLA MOLDAVIA AI DANNI DI UN COLLABORATORE DI PANDORATV.IT
Matteo Peggio, collaboratore di pandoratv.it, autore di un’intervista al ministro della Cultura dell’Ossezia del Sud, Signora Ostaeva Madina Archipovna –  – è stato fermato sabato 22 ottobre dalla polizia di frontiera all’aeroporto di Chisinau, in Moldavia, mentre era in transito per Mosca, per motivi non precisati.
Trattenuto per circa tre ore dalle guardie, controllato a vista, sottoposto a vessazioni verbali e obbligato a fotografie segnaletiche, a Matteo Peggio è stato intimato di non uscire dall’aeroporto della capitale moldava e di rientrare in Italia con il primo volo.
Il passaporto gli è stato riconsegnato gravemente danneggiato e non più utilizzabile come documento identificativo. Per le autorità di polizia di Chisinau, Matteo Peggio, partito da Roma con passaporto e visto regolari, non può proseguire il viaggio per la Federazione Russa in quanto non sarebbe in possesso di passaporto regolare.
Il Consolato italiano in Moldavia, interpellato da Matteo Peggio, si è limitato a confermare l’impossibilità di proseguire il viaggio, senza fornire ulteriore assistenza al cittadino italiano.
Matteo Peggio avrebbe dovuto intervistare per pandoratv.it a Tskhinvali il prossimo martedì 25 ottobre il Presidente dell’Ossezia del Sud, Leonid Tibilov.
Si tratta di atto gravemente intimidatorio perpetrato da un Paese, la Moldavia, che ha un accordo di associazione con l’Ue, comprendente una zona di libero scambio globale. Il governo italiano non riconosce l’indipendenza e la sovranità dell’Ossezia del Sud.
Evidente è il sospetto che Matteo Peggio sia stato fermato illegalmente per impedirgli lo svolgimento della sua attività.
La vicenda si è tradotta, tra l’altro, in un grave danno economico per Matteo Peggio.
Pandora TV eleverà una protesta al ministero degli Affari Esteri italiano per il comportamento inammissibile del Consolato italiano in Moldavia e, in quanto danneggiata dalla vicenda, informerà dettagliatamente della scandalosa vicenda l’Ordine dei giornalisti italiano, oltre che la Federazione Nazionale della Stampa.
24 ottobre 2016
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