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Mohamed Cheikh Ould M’kheitir, ingegnere di 29 anni della Mauritania, è condannato alla pena di morte per aver osato offendere il profeta Maometto in un articolo. Ha bisogno anche del Tuo sostegno per organizzare la sua difesa legale nel processo. E’ una missione per la Libertà e Contro la Pena di Morte, vuoi farne parte insieme all’ Osservatorio Internazionale per i Diritti, il Gruppo di Imprese Sociali Gesco e agenzia MEDINET?
LA STORIA
Mohamed Cheikh Ould M’kheitir giovane ingegnere di 29 anni della Mauritania è stato arrestato il 23 dicembre 2013 per un articolo pubblicato su un blog ritenuto offensivo nei confronti del profeta Maometto. Esattamente un anno dopo, il 24 dicembre 2014, nella tarda serata, a conclusione di un processo durato poco più di un giorno, la Corte Criminale di Nouadhibou ha condannato Mohamed Cheikh Ould M’kheitir alla pena di morte per blasfemia. Un Pubblico Ministero e sette avvocati di parte civile hanno sostenuto l’accusa contro l’imputato, difeso da due soli difensori di ufficio, dopo che l’avvocato di fiducia aveva rinunciato al mandato per paura. L’imputato è svenuto alla lettura del dispositivo. La condanna è stata salutata da concerti di clacson e cortei di auto, che hanno sfilato in segno di esultanza a Nouadhibou e a Noukachott, capitale della Mauritania.
Prima dell’arresto e durante il processo, Mohamed M’Kheitir ha ritrattato, ma la Corte non ha applicato il perdono previsto dalla legge in questi casi, ritenendo che il pentimento fosse insincero.
Aninettou Ely, nota militante mauritana per i diritti dell’uomo, è stata una delle pochissime persone a prendere posizione in favore del condannato e per questo è stata colpita da una fatwa di morte, e oggi è sotto la protezione di Amnesty International.

13 luglio 2015

Fonte: Ossin ossin2

 

Nota delle Admin: Per approfondire, leggere questo articolo “Salviamo la vita di Mohamed Cheikh Ould M’kheitir” pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 26/7/2015

Qui invece la petizione per chiedere la liberazione di Mohamed

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