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Nota delle Admin: Le provocazioni continuano. E, se non sono provocazioni, non sapremmo come altro definirle. E’ la NATO che sta armando i confini intorno alla Russia. E la propaganda mediatica occidentale continua incessantemente a strombazzare che Putin sta bombardando i civili in Siria insieme all’esercito della Repubblica Araba siriana.  Ma vogliono davvero scatenare una terza guerra mondiale? Ma hanno perduto il senno tutti quanti? #iovogliolapace!!!!!

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Soldati Nato al confine orientale dell’Europa con la Russia, tra i quali anche un contingente di 140 militari italiani in Lettonia. Lo ha deciso la NATO e adesso l’alleanza si prepara a mettere in pratica la decisione presa l’estate scorsa. E che certo non influenzerà positivamente le relazioni tra Mosca e le cancellerie occidentali.

“Durante le ultime settimane la Russia ha dispiegato sistemi di missili vicino alle frontiere dell’Alleanza”, ha spiegato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in visita in Italia, in conferenza stampa congiunta stamane con il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, al Nato Defense College a Roma. E Mosca, ha rincarato la dose Stoltenberg, appare “sempre più impositiva a imprevedibile”.

“La Russia continua a bombardare e appoggiare il regime siriano – ha accusato Stoltenberg – nonostante il terribile costo in vite umane e sofferenza, e nonostante le forti obiezioni della comunità internazionale”. Insomma, bisogna “mantenere la sicurezza dei nostri alleati”, anche se i rischi, non nasconde, sono pesanti: “Dobbiamo evitare che ci siano incidenti o errori che vadano fuori controllo”.

Da Bari, all’assemblea ANCI, la ministra della Difesa Roberta Pinotti prova e gettare acqua sul fuoco: i soldati italiani saranno “forze di rassicurazione non definitive e a rotazione, proprio per non dare l’idea che si ricrea una cortina da guerra fredda”. A guidare a rotazione la missione, saranno Canada, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. “Il Canada ha chiesto se l’Italia poteva contribuire e noi abbiamo detto sì”, riferisce Pinotti.

“Sapete bene che la politica dell’Italia è che ci vuole il dialogo con la Russia”, aggiunge Pinotti. Sarà, ma viste le scelte NATO non sembra. Secondo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni l’invio di soldati italiani al confine russo “non fa parte di una politica di aggressione verso Mosca ma di una politica di rassicurazione e difesa dei nostri confini come Alleanza atlantica”.

“Queste decisioni non influiscono minimamente nella linea di dialogo che l’Italia ha sempre proposto e condiviso con la Nato, dialogo che deve andare in parallelo con le rassicurazioni agli alleati che si sentono a rischio”. Assordante, invece il silenzio di Matteo Renzi sulla intera vicenda.  “Francamente, più di un dubbio sul senso dell’improvvisa scelta di schierare truppe Nato in Lettonia al confine con la Russia”, scrive su Twitter l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta.

 

Di Marco De Palma

 

14 ottobre 2016

Fonte: loccidentale.it

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