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Faranno il Deserto e lo chiameranno Pace

Saremo ancora in grado di volare e rendere libere le nostre anime? L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando le sei vicino.

INTERVISTA CON LA BRIGATA PRIZRAK

#Ucraina #Novorussia #BrigataPrizrak #AlexejMozgovoj #Donbass #Lugansk #Donetsk

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Unità nella Lotta: Prima di tutto vorremmo sapere qualcosa sulla costituzione della Brigata Prizrak [“fantasma” n.d.t.]. C’era qualche piano per costituire una brigata del genere prima della guerra?

“Krot” [“Talpa” n.d.t.]: Non solo non avevamo la minima idea di creare la Brigata Priztak prima della guerra, ma nessuno aveva mai pensato che sarebbe stato necessario, in generale, formare una milizia. Nessuno di noi aveva immaginato che avremmo dovuto imbracciare le armi per difendere le nostra vite e quelle dei nostri cari.

Nella nostra ingenuità credevamo che con la “democrazia” e con la “civiltà” trionfanti nella nostra epoca, nessuno avrebbe permesso ai fascisti di intraprendere un genocidio ai danni dei loro avversari quasi nel cuore dell’Europa. Ci sbagliavamo.

In ogni caso, nessuno prima della guerra pensava che avremmo dovuto combattere. Credevamo che tutto si potesse risolvere attraverso il dialogo giungendo ad un compromesso ragionevole. E’ stato solo dopo che i fascisti hanno bruciato viva la gente ad Odessa e l’hanno schiacciata con i carri armati a Mariupol che ci siamo resi conto che dovevamo imbracciare le armi e creare una milizia.

E sin dal principio della guerra il futuro comandante della brigata, Mozgovoj, si rese conto del fatto che i piccoli distaccamenti separati della Milizia dovevano riunirsi in una brigata unificata con obiettivi e disciplina comuni, altrimenti non ci sarebbero state possibilità di reggere il confronto con l’esercito degli invasori Ucraini.

E quando gli aerei ucraini bombardarono l’accampamento della Brigata ed i media ucraini annunciarono che l’unità era stata distrutta, venne presa la decisione di chiamarla Prizrak (Brigata “fantasma”) visto che i media ucraini avevano annunciato che tutti i suoi uomini erano stati uccisi.

UnL: Qual erano le finalità della Brigata ed i vostri obbiettivi politici?

Krot: Il fine della Brigata, intesa come unità militare, era principalmente connesso al combattimento, per difendere i territori della Novorussia dalla invasione dei fascisti ucraini. In ogni caso la Brigata si era posta l’obiettivo ulteriore di combattere il fascismo in generale.

L’intento politico di A. Mozgovoy era la costituzione di un potere popolare e del socialismo sul territorio Novorusso (nella accezione del termine data da Mozgovoy) per combattere contro gli oligarchi e il sistema oligarchico, e per combattere gli eccessi dei funzionari e gli arbitri dell’apparato burocratico.

Sul lungo termine, se possibile, gli obiettivi di Mozgovoy erano anche più ambiziosi, e includevano l’integrale rinnovamento politico ed economico di tutta l’Ucraina.

UnL: La Brigata ha ricevuto il sostegno di qualche paese o di qualche organizzazione politica?

Krot: Nessun supporto da paesi esterni. La Brigata si è retta interamente sul sostegno umanitario di diversi partiti patriottici popolari e comunisti e di organizzazioni della Federazione Russa e dell’Europa. Il Partito Comunista della Federazione Russa ha fornito una assistenza degna di particolare riconoscimento.

Come 14ma Brigata di Difesa Territoriale (il nominativo con cui la Brigata è indicata nei documenti ufficiali della Repubblica Popolare di Lugansk) la Brigata negli ultimi tempi riceve sostegno dal quartier generale della Milizia della Repubblica Popolare di Lugansk sotto forma di rifornimenti, armi, uniformi, equipaggiamenti ed anche qualche assistenza finanziaria. Questo sostegno (assieme a quello fornito da organizzazioni sociali e partiti politici) mantiene la Brigata ad un livello adeguato al combattimento.

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UnL: Seguendo l’esempio della Guerra Civile Spagnola (primo caso in Europa) volontari internazionali da tutto il mondo sono venuti in Novorussia per combattere ancora una volta contro i fascisti. Questo potrebbe diventare un punto di svolta per le organizzazioni ed i partiti comunisti?

Krot: Senza alcun dubbio! I volontari internazionali della Sinistra (Socialisti e Comunisti) hanno mostrato con il loro esempio che quando è necessario possono difendere gli interessi del popolo con le armi in pugno. Hanno dimostrato che il movimento di sinistra non è finito, non si è deteriorato, e non è diventato una tigre di carta.

Quindi, sotto questo aspetto, si, forse questo sarà un punto di svolta per i partiti e le organizzazioni comuniste, a condizione che quei partiti e quelle organizzazioni facciano un uso corretto della situazione al fine di raccogliere le loro forze per la lotta al capitalismo ed al sistema capitalista.

Altra questione è che poi il capitalismo cercherà (sta già provando a farlo) di sopprimere questa opportunità per la sinistra, a volte con la forza (come per esempio nel caso dell’arresto e dell’omicidio di attivisti della “Primavera Russa”) e a volte con l’astuzia, sviando queste energie in canali destinati ad essere inoffensivi per i capitalisti. Comunque tutto dipende ancora dagli attivisti stessi della Sinistra.

UnL: La Prizrak collabora con tutti partiti comunisti? In che modo i combattenti comunisti si uniscono alla Brigata Prizrak?

Krot: La Brigata collabora con tutte le forze (partiti ed organizzazioni sociali) interessate alla lotta contro il fascismo.

I combattenti comunisti si uniscono alla brigata Prizrak attraverso il Vicecomandante Aleksey Markov, noto come “Dobry” [il “buono” n.d.t.] o attraverso il vice commissario politico, noto come “Aleks”.

Si tiene conto della volontà e della capacità di combattere. E’ importante anche una conoscenza base del russo per eseguire gli ordini impartiti dai comandanti. Questo è essenziale per sconfiggere il nemico. La gente ci raggiunge solo tramite il territorio della Federazione Russa.

UnL: La Brigata è aperta a tutte le forze anti fasciste?

Krot: Si, come ho già detto. La Brigata collabora con tutte le forze (partiti ed organizzazioni sociali) interessate alla lotta antifascista

UnL: Ha un messaggio per i rivoluzionari Turchi?

Krot: Tenete duro, amici. La vittoria del comunismo è inevitabile in ogni caso! Il nostro compito è affrettare questa vittoria e far scoccare la sua ora e avvicinarne il tempo. E noi riusciremo in tutto. La cosa principale è credere e lavorare per la vittoria.

 

Fonte: Slavyangrad 5 ottobre 2016

Tradotto da Marco Bordoni – per Sakeritalia.it il 6 ottobre 2016

8 ottobre 2016 – sakeritalia.it

*** *** ***

Nota delle Admin: Nella foto che correda il post, Alexej Mozgovoj che è stato assassinato il 23 maggio 2015.

Alle 17:50 ora locale, all’uscita da Mikhaylovka lungo la strada che da Lugansk conduce a Alchevsk, il corteo di auto di Alexej Mozgovoj ha subìto un’imboscata. Dopo l’innesco di una esplosione (uno IED secondo una versione, una mina antiuomo secondo un’altra), è stato aperto il fuoco, a corto raggio, sui veicoli che manovravano sulla strada usando fucili d’assalto e mitragliatrici leggere. I liquidatori conoscevano sicuramente chi e quando sarebbe passato da quel posto, Mozgovoj ed i suoi compagni non hanno avuto nessuna possibilità di sopravvivere. Secondo i rapporti preliminari, altre sei persone sono morte insieme a Alexej Mozgovoj. Fonte qui
Il luogo dell’assassinio è mostrato in questo video:

Attenzione, le immagini sono riservate ad un pubblico adulto.

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