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Nota delle Admin: Nel video l’uragano Matthew visto dallo spazio / ISS camera record/ NASA

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Dopo avere seminato morte e distruzione ad Haiti, facendo quasi 900 vittime, l’uragano Matthew è stato declassato nella notte a tempesta di categoria due con venti che spirano ad oltre 170 chilometri orari. A pagare fino ad ora il tributo più pesante all’uragano è stata la penisola haitiana di Tiburon, nel Sudest del Paese, in particolare le località di Jeremie e Les Cayes, terza città dell’isola: le strade sono invase dal fango, molte vie di comunicazione rimangono impraticabili e un ponte è stato trascinato via dalla violenza delle acque. Secondo il bilancio comunicato dall’ufficio dell’Onu per gli aiuti umanitari (Ocha) in alcune zone sono andati perduti fino all’80% dei raccolti, e 350mila persone necessitano di aiuti umanitari; gli sfollati sono oltre 21mila e nella sola Jeremie l’80% degli edifici è stata rasa al suolo.

L’uragano Matthew ha proseguito intanto la sua pericolosa ascesa della costa Est degli Stati Uniti, dove minaccia di provocare inondazioni e devastazioni. Fino ad ora sono cinque le vittime negli Stati uniti, tutte in Florida. L’uragano si va spostando verso gli stati della Georgia, North Carolina e South Carolina. Tuttavia, gli effetti in Florida sono stati minimi rispetto alla catastrofe di Haiti.

E a Cuba invece…

Dopo il passaggio dell’uragano Matthew nella zona orientale di Cuba, lo Stato Maggiore Nazionale della Difesa Civile ha tenuto una conferenza stampa a L’Avana, dove si è stato resocontato quanto era successo a sole poche ore dall’impatto del ciclone e in particolare nella provincia di Guantánamo.

Mercoledi l’uragano Matthew si era scatenato a 85 Km. a est nordest di Cabo Lucrecia – Holguín – con un movimento di traslazione di 17 Km/ora e venti massimi sostenuti di 185 Km/o, con categoria 3 nella scala di Saffir Simpson, per poi dirigersi verso la penisola della Florida. A Cuba l’uragano Matthew è arrivato sulla terraferma a Punta Caleta in provincia di Guantánamo alle 18.00 di martedì 4 ottobre, ed è rimasto lì per circa cinque ore, per poi ritirarsi verso la Baia di Mate circa a mezzanotte.

I territori più danneggiati sono stati Imías, Maisí e Baracoa, che si trovano nella prima fase di recupero dei sistemi energetici, acqua, strade e comunicazioni, mentre continua il lavoro del gruppo per la valutazione dei danni e delle necessità per poter stabilire le priorità. Ancora non si può fare una stima esatta dei danni provocati in questi municipi. Nella riunione la popolazione è stata invitata a seguire con attenzione le informazioni, perchè le piogge e le inondazioni delle coste continueranno. Tutto il personale si deve mantenere nella zona di evacuazione per la sua sicurezza, sino a quando non si suggeriranno altre misure.

Non si registrano vittime a Cuba. Eppure l’uragano Matthew era un fattore oggettivo, uguale per tutti, ma le conseguenze sono state ben diverse in un paese poverissimo come Haiti, in un paese a fortissime disuguaglianze come gli Stati Uniti e in un paese povero ma dignitoso e socialista come Cuba.

 

8 ottobre 2016

Fonte: contropiano.org

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