#Syria #Siria #PaoloGentiloni #AmbasciatoreUSA #Aleppo #DeirEzzor #tregua #terroristi #ISIS #RibelliModerati #AlQaeda #Italia #NATO #Mainstream #Media #vergogna #VergognaItaliana

1

La decisione statunitense di sospendere i contatti con la Russia per la gestione della cessazione delle ostilità in Siria è stata una «decisione inevitabile», rispetto alla quale «non c’è da rallegrarsi», ma che «ha preso atto di un contesto degenerato».

Non è il portavoce della Casa Bianca a parlare.

Non è il Segretario di Stato nord-americano che si giustifica per la distruzione della Siria e per le centinaia di migliaia di persone morte sulla coscienza.

Non è l’ambasciatore statunitense in Italia che deve spiegare al nostro Paese il fallimento di una strategia folle.

Non ci crederete (o forse si ormai) ma a parlare in questo modo alle Commissioni riunite Esteri di Camera e Senato sulla situazione in Siria oggi (4/10, NdA) è Paolo Gentiloni, il Conte Gentiloni, nonché ministro degli esteri italiano.

Dopo aver gridato “Forza Hillary” nella recente scampagnata a New York, si trasforma nell’ultimo dei funzionari del Dipartimento Usa e getta la maschera per giustificare tutti i castelli di carta costruiti in anni di menzogne.

E la propaganda del Ministro è un fiume in piena:  Aleppo rasa a zero, bombardamenti indiscriminati con barrel bombs, non contro i 15.000 ribelli ma contro una popolazione di 200.000 persone. E ancora: ci voleva il negoziato con le varie componenti dei ribelli einvece la Russia non ha voluto e allora capisco che gli Usa hanno rotto l’accordo con Mosca”. Infine, il Conte Gentiloni ha anche insinuato che il bombardamento del convoglio sia stato fatto da Russia o Siria. Mentre Mosca, tanto per non dimenticare, ha mostrato le immagini satellitari il giorno successivo all’attacco al Convoglio delle Nazioni Unite che mostra la presenza di un pick up dei terroristi accanto, attendiamo con ansia sempre quelle degli Usa. Parole contro prove satellitari. Perché Gentiloni non chiede all’amico alleato di mostrare al mondo le immagini dei droni in suo possesso?

Il Ministro, seguito anche dal sempre simpatico Cicchitto, ha poi parlato di “varie componenti della rivoluzione siriana“. Tutti, ormai proprio tutti – a parte chiaramente quelli che continuano a voler leggere solo Repubblica e Fatto Quotidiano – sanno che si tratta un coacervo inestricabile di gruppi terroristi, tanto che gli stessi Usa non sono riusciti a separarli. Perché Gentiloni non fa pressione al suo alleato (?) affinché comunichi la lista esatta delle opposizioni siriane da dividere dai terroristi? Si tratta del primo punto per il rispetto della tregua firmata a Ginevra il 9 settembre.

Dal Conte divenuto Ministro vorremmo poi una risposta su queste semplici cinque domande.

1) Sabato 17 settembre  gli Stati Uniti d’America hanno bombardato postazioni dell’esercito siriano a Deir Ezzor, uccidendo decine di soldati siriani, facilitando l’avanzata dell’ISIS e ponendo fine, di fatto, alla tregua siglata il 9 novembre a Ginevra con la Russia. Sono morti 62 soldati siriani e altri 100 sono stati gravemente feriti mentre combattevano il cancro dello Stato Islamico.
L’attacco è ancora più grave perché seguito immediatamente dall’avanzata dell’ISIS.

Si è trattato di una gravissima violazione, come hanno dimostrato i russi, presa coscientemente da parte di Wasghington, è stata presa all’interno di quella coalizione internazionale (di cui fa parte l’Italia) che dopo aver passato mesi a far finta di combattere l’ISIS ora ne facilita addirittura l’avanzata in Siria.
Australia, Danimarca e Regno Unito hanno ammesso di aver partecipato alle operazioni che hanno portato al bombardamento sulle postazioni siriane. Lei Ministro Gentiloni ci deve dire se il suo governo era stato informato dell’attacco, in tal caso che ruolo ha avuto e, infine, perché a distanza di due settimane ancora non si è dissociato? La fine della tregua nasce da quest’attacco e dalle centinaia di violazioni dei gruppi terroristi che in parte definite “moderati”.

2) Quali sono, ministro Gentiloni, le sue fonti per parlare di bombardamenti indiscriminati e Aleppo rasa a zero? E’ prassi di buon governo citare le fonti quando si fanno affermazioni. 

3) Perché non riconoscete che basterebbe imporre alla Turchia uno stop al passaggio degli aiuti ai terroristi ad Aleppo per ottenere immediatamente una vera tregua? La Turchia, signor Ministro, è membro Nato.

4) Perché sulla Siria, anche di recente a Ginevra, l’Italia si è schierata con Arabia Saudita, Turchia, Qatar, Usa, Regno Unito? Tutti Paesi notoriamente affini a quei gruppi jihadisti che oggi combattono contro chi in Siria cerca la liberazione del territorio dai terroristi.

5) Quando lei dice che “in questo modo la Russia si aliena il mondo sunnita”, sa che Paesi a maggioranza musulmana come Algeria, Kirghizistan, Bangladesh, Indonesia, e con rilevanti componenti musulmane come India e Kenya e Nigeria, hanno resistito alla propaganda furibonda e alcuni giorni fa hanno votato contro o si sono astenuti appunto su una risoluzione sulla Siria avanzata dal solito asse del male Nato/Golfo?

Quando risponderà il Ministro? Esistono giornalisti in Italia che prima o poi faranno pressione per avere una risposta?

Diverse fonti nelle ultime ore hanno confermato il segreto di Pulcinella sulla situazione siriana: nell’ultimo periodo si è ulteriormente rafforzata l’alleanza tra i “ribelli moderati” o “opposizione” o tutti gli altri termini ipocriti che utilizza il Ministro Gentiloni e il Fronte al-Nusra (Al-Qaeda).

E’ il fallimento più palese della strategia del governo italiano che segue le drammatiche linee guida di quello Monti, in ottemperanza alla folle strategia statunitense sul Paese.

Dal 2011, quando il governo Monti ospitava le riunioni del gruppo “ Amici della Siria” e ha iniziato a finanziare gruppi paramilitari islamici per rovesciare un governo legittimo, ad oggi è ormai chiaro a tutti che questi gruppi “moderati” sono esattamente come Al-Qaeda, anzi sono confluiti in Al-Qaeda.

Per avere un quadro di verità e giustizia sulla Siria, come era stato in precedenza per l’Iraq e poi per la Libia, bisogna andare oltre l’informazione prestabilita dalle corporazioni dei mezzi di comunicazione. Questo è noto. Meno noto era il fatto che il nostro Paese dovesse meritare per ministro degli Esteri un portavoce dell’Ambasciata statunitense.

 

Di Alessandro Bianchi e Marinella Correggia

 

4 ottobre 2016

Fonte: lantidiplomatico.it

Advertisements