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I guai arrivano da dove meno te lo aspetti. Chi se lo poteva mai immaginare che a soli due anni dall’Euromaidan Yulia Timoshenko, ex primo ministro, incarcerata ai tempi di Yanukovich per le sue truffe e ruberie sul gas ai danni del popolo ucraino, avrebbe riportato, durante la riunione per l’approvazione del bilancio 2017, la richiesta degli abitanti di Leopoli di restituire il potere al tanto odiato Yanukovich. E chi si poteva mai aspettare che proprio Leopoli, la città dell’ovest dell’Ucraina, culla del nazionalismo ucraino e fulcro del colpo di stato del 2014 forse ancor più di Kiev, sarebbe diventata la più nostalgica del precedente, tanto odiato, governo filorusso. Sono bastati solo un paio d’anni di democrazia ed europeismo per far venire agli abitanti della Galichina (regione occidentale del paese) l’allergia ai biscotti della Nuland e ai cioccolatini di Poroshenko. Durante il suo discorso Timoshenko è stata più volte interrotta dallo speaker della Rada Andrij Parubij (uno dei fondatori del partito neonazista Svoboda e fedelissimo di Poroshenko) che si divertiva a spegnerle il microfono.

 

Post pubblicato sulla pagina FB “Fort Rus” in data 20/9/2016

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