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Tu dammi le fotografie e io ti darò la guerra” tuonava l’editore William Hearst al suo fotografo Frederick Remington che, nel 1898, non trovava a Cuba nessuna scena che giustificasse una invasione USA.

Da allora molte cose sono cambiate, ovviamente in peggio. E oggi, secondo Sheldon Rampton – già autore di un libro che ha fatto scuola – soltanto negli USA, le organizzazioni governative e gli istituti, organizzazioni e fondazioni ad esse aggregate spenderebbero annualmente più di un miliardo di dollari per promuovere, tramite la Rete, le guerre dell’Impero. Un lavoro condotto, spesso con maestria, da legioni di giornalisti, pubblicitari, esperti in video… e che gli ignari utenti della Rete (un miliardo e mezzo di persone solo Facebook) provvedono a diffondere in ogni dove.

Per cercare di arginare questo fiume di menzogne, pochi attivisti NoWar e qualche giornalista ancora onesto si industriano nell’analizzare e smascherare le “bufale” che – sopratutto dopo la guerra alla Libia del 2011 – ci vengono tutti i giorni propinate. E per far crescere questa fondamentale rete di controinformazione Sibialiria ha realizzato un videocorso che illustra alcuni segreti di bottega per smascherare queste bufale.

Qui sotto le prime due puntate.

 

La Redazione di Sibialiria

 

 

Alcuni link per analizzare bufale segnalate nella seconda puntata

“Aerei siriani lanciano bombe al Cloro”

“I Barili Bomba di Assad”

“Cecchini di Assad si allenano sparando su donne incinte”

“Sarin sganciato da missili siriani a Goutha”

“Panetteria bombardata a Halfaya”

“Fosse comuni di Gheddafi”

“Scuola colpita dal napalm dell’aviazione di Assad”

“Il bambino nell’ambulanza”

“Donne in gabbia vendute come schiave dall’ISIS”

 

9 settembre 2016

Fonte: sibialiria.org

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