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L’Ufficio di coordinamento degli Affari umanitari (OCHA), ha dichiarato che i 51 giorni di offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza, nell’estate del 2014, hanno lasciato il 25% dei bambini palestinesi con necessità di un supporto diretto psico-sociale. Ciò è dovuto al numero di bambini colpiti da gravi violenze – ferimenti, uccisione di parenti o altre persone.

Il rapporto sottolinea che l’offensiva israeliana ebbe un impatto devastante sui bambini e due anni dopo il conflitto gli effetti sono ancora sentiti e continuano a pesare su di loro e sul loro benessere, compresa la salute mentale.

Si stima che un bambino su quattro (225 mila), a Gaza, ancora abbia bisogno di sostegno psico-sociale, e altri 33 mila necessitino di consulenze specifiche. Le problematiche più frequenti includono l’enuresi notturna, grida e pianti inusuali, comportamenti aggressivi, soprattutto nei ragazzi.

L’OCHA ha rivolto un appello per rafforzare sistemi di protezione dei bambini nelle famiglie più vulnerabili della Striscia di Gaza.

A luglio del 2014 Israele intraprese una sanguinaria aggressione contro la Striscia di Gaza sotto assedio. Circa 551 bambini palestinesi vennero uccisi e circa 2.956 feriti.

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Di Quds Press e PIC

 

9 settembre 2016

Fonte: infopal.it

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