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Nota delle Admin: Se vuoi la Pace, la devi costruire, giorno dopo giorno, con sacrificio e, soprattutto, cominciando a chiedere perdono. Se, invece, nelle tue prerogative c’è il malsano intento di continuare a perpetrare il genocidio del popolo palestinese, allora continui a gridare al vento tutta la tua arroganza!

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Il prof. Yehuda Bauer, insigne storico dell’Università di Gerusalemme, uno dei massimi esperti al mondo in fatto di Shoà, ha stroncato senza mezzi termini il movimento BDS (per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele) durante un evento, martedì scorso, presso il rinomato JW3, il Centro culturale e artico della comunità ebraica di Londra.

“Il movimento BDS non vuole un Israele migliore: vuole che non vi sia nessun Israele”, ha detto Bauer in un’intervista condotta dalla deputata laburista Tulip Siddiq, citata dal Jewish Chronicle. “Oggi naturalmente adorano gli ebrei – ha continuato Bauer – soprattutto gli ebrei morti, quelli che sono stati uccisi nella Shoà: sono meravigliosi, sono fantastici. Gli ebrei vivi, invece, sono tutt’altra cosa”.

Bauer ha inequivocabilmente equiparato anti-sionismo e antisemitismo, descrivendo il primo come uno “slogan vuoto”. “L’anti-sionista – ha spiegato – vuole distruggere lo stato ebraico e lo vuole distruggere perché è uno stato ebraico. Dunque è un antisemita”.

Bauer ha anche messo le cose in chiaro riguardo alla storia nazista, dopo che l’ex sindaco di Londra Ken Livingstone (ora espulso dal partito laburista) solo il giorno prima aveva di nuovo sostenuto in un’intervista che Adolf Hitler avrebbe appoggiato il sionismo prima di optare per la “soluzione finale” (cioè lo sterminio) degli ebrei. “Da quando salirono al potere nel 1933 – ha spiegato lo studioso israeliano – la politica dei nazisti fu quella di sbarazzarsi degli ebrei di Germania. Non avevano ancora pianificato la Shoà. Volevano che gli ebrei se ne andassero, e se non emigravano volontariamente li cacciavano. I sionisti del Mandato Britannico, che cercavano in tutti i modi di portare in salvo gli ebrei, raggiunsero un accordo per l’emigrazione di un limitato numero di ebrei che fossero in grado di pagarsi l’assorbimento nella Palestina Britannica, altrimenti non sarebbero potuti entrare a causa della severa politica britannica in fatto di immigrazione ebraica. Chiunque interpreti quell’accordo, o altri simili come il Kindertransport [il salvataggio di migliaia di bambini ebrei in Gran Bretagna nei nove mesi precedenti lo scoppio della seconda guerra mondiale], come una forma di collusione con i nazisti da parte dei sionisti o del governo britannico semplicemente non sa di cosa parla”.

Bauer ha anche criticato i mass-media europei e israeliani per non dare sufficiente risalto al messaggio dei musulmani moderati che si battono contro le loro controparti estremiste. “I mass-media non si occupano dell’opposizione moderata all’islam estremista – ha detto – Ad esempio, lo scorso gennaio a Marrakech c’è stato un incontro di diverse centinaia di religiosi musulmani con lo scopo di prendere le distanze dall’islam estremista. Hanno pubblicato una dichiarazione, con l’aiuto di un vescovo cattolico e di due rabbini ebrei. Ne avete letto qualcosa sui giornali occidentali? Questa è una forma di cecità verso l’unico modo possibile per combattere l’antisemitismo estremista islamico: allearsi con l’islam anti-estremisti”.

Dopo l’evento, la parlamentare Siddiq ha scritto un breve post sul suo incontro con Bauer, definendo “un onore” l’opportunità di intervistarlo. Siddiq, che è musulmana, è la vice-presidente del gruppo parlamentare “Tutti i partiti contro l’antisemitismo”. “Ho intervistato l’autorevole studioso di Shoà sul suo background, sul lavoro della sua vita e sulle sue opinioni in fatto di antisemitismo contemporaneo – ha scritto Siddiq – Concentrandosi in particolare sul quesito se gli autori della Shoà possano essere considerati ‘unici’, e sul retaggio della Shoah rispetto ad altri genocidi, il professor Bauer ha parlato a un pubblico inchiodato in silenzio assoluto per tutta l’ora durante la quale ha risposto alle mie domande. A 90 anni, rimangono immutate la sua passione e la sua convinzione nell’articolare le proprie opinioni su questi temi cruciali”.

Bauer è professore emerito di storia e studi sulla Shoà presso l’Istituto Avraham Harman di Ebraismo Contemporaneo dell’Università di Gerusalemme, ed è consulente accademico di Yad Vashem, il museo e memoriale della Shoà a Gerusalemme. Nato a Praga nel 1926, Bauer si trasferì in Israele con la famiglia nel 1939. Nel 1998 è stato insignito del prestigioso Premio Israel.

 

(Da: Jewish Chronicle, Jerusalem Post)

 

9 settembre 2016

Fonte: israele.net