#Nigeria #sequestro #Nestoil #petrolio

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Ancora un sequestro in Nigeria, dove è molto frequente il rapimento di dipendenti delle compagnie petrolifere, sia nigeriani che stranieri. Questa volta è toccato a 15 dipendenti della compagnia petrolifera nigeriana Nestoil rapiti ieri da uomini armati non lontano da Port Harcourt, principale città petrolifera nel sud del Paese africano.

La Nigeria è uno dei grandi produttori mondiali di greggio, estrae circa 2,4 milioni di barili al giorno e ne esporta circa 2,1 milioni (sono dati del dipartimento dell’energia statunitense).

Ma tanta attività estrattiva, scrive l’Internazionale in un’inchiesta sulle compagnie petrolifere presenti in loco, “ha lasciato poco nel delta del Niger: ha arricchito compagnie straniere e una piccola élite locale, magari un pugno di subappaltatori. Le risorse andate agli stati produttori hanno consolidato pochi notabili e amministratori locali negli stati produttori, ma ben poco è andato nello sviluppo sociale, o nella costruzione di una economia diversificata. La lettura dei rapporti sullo sviluppo umano fa impressione: la popolazione considerata sotto la “soglia di povertà” ufficiale, il 28 per cento nel 1980, era schizzata al 65 per cento nel 1996 (nel 2004 era scesa al 54 per cento). Due terzi della popolazione del delta continuano a dipendere da pesca e agricoltura di sussistenza”. “La povertà – dice l’Undp – è diventata un modo di vita a causa della stagnazione economica, la mancanza di beni e servizi essenziali (elettricità, acqua corrente, sanità), un ambiente malsano e l’insensibilità del governo”.

 

5 settembre 2016

Fonte: http://www.farodiroma.it/2016/09/05/operai-petroliferi-sequestrati-in-nigeria/

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