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Ci sono più di 150.000 rifugiati e richiedenti asilo in Malesia – il 90 per cento di loro provengono dal Myanmar

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La Malesia sta prendendo in considerazione l’apertura del suo mercato del lavoro per migliaia di profughi, che sono per lo più Rohingya e fino ad ora non hanno alcun diritto legale di lavorare nel Paese.

Anche se non è tra i firmatari della Convenzione sui rifugiati delle Nazioni Unite, la Malesia, a maggioranza musulmana, ospita un gran numero di musulmani Rohingya, che sono evitati e perseguitati dalla maggioranza buddista in Myanmar.

Qui ci sono alcuni fatti circa i rifugiati in Malesia e i Rohingya:

  • A partire dalla fine di giugno di quest’anno, ci sono circa 150.700 rifugiati e richiedenti asilo in Malesia, la terza più grande economia del Sud-Est asiatico, con una popolazione di 30 milioni di abitanti. Tra loro ci sono 34.000 i bambini di età inferiore ai 18 anni.
  • Circa il 90 per cento dei rifugiati e richiedenti asilo del Paese provengono dal Myanmar. In cima alla lista ci sono 53.140 Rohingya, seguita dall’etnia Chin del paese, i musulmani del Myanmar, di Rakhines e altre etnie.
  • I rimanenti rifugiati e richiedenti asilo provengono da Sri Lanka, Pakistan, Somalia, Siria, Yemen, Iraq, Afghanistan e territori palestinesi.
  • I Rohingya sono spesso indicati come “Bengalesi” in Myanmar, un termine che implica che sono immigrati clandestini provenienti dal Bangladesh, sebbene le famiglie Rohingya abbiano vissuto nella zona per generazioni. Sono apolidi in quanto lo Stato non riconosce loro la cittadinanza.
  • La violenza settaria tra buddisti e musulmani Rohingya nello Stato occidentale di Rakhine del Myanmar nel 2012 ha prodotto circa 145.000 sfollati e circa 20.000 case sono state distrutte. Si stima che circa un milione di Rohingya vivano nello Stato di Rakhine.
  • Il peggioramento della violenza ha scatenato un esodo via mare. Circa 25.000 Rohingya e migranti economici del Bangladesh si sono imbarcati su barche di contrabbandieri tra gennaio e marzo 2015, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo nel 2014. Si stima che circa 300 persone sono morte in mare durante questo periodo a causa di fame, disidratazione e gli abusi da parte degli equipaggi delle barche.
  • Migliaia di Rohingya e bengalesi sono stati abbandonati in mare per settimane nel maggio 2015 dopo che le autorità thailandesi hanno dato un giro di vite alla rotta di contrabbando popolare, innescando la crisi asiatica dei migranti.
  • In Malesia e in Indonesia si è conclusa l’impasse, accettando di offrire un rifugio temporaneo alle persone in barca, a condizione che un processo di reinsediamento e di rimpatrio sarebbe stato effettuato entro un anno dalla comunità internazionale.
  • Di oltre 1.000 persone che sono sbarcate in Malesia nel maggio 2015, 371 di loro sono stati identificati come Rohingya, fonte di “preoccupazione” per l’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite. Finora, solo 36 sono stati reinsediati negli Stati Uniti, partiti nel maggio di quest’anno.

 

Di Beh Lih Yi

 

Kuala Lumpur, 30 agosto 2016

Fonte: http://news.trust.org/item/20160830030159-t1h1q/

 

Traduzione: Faranno il Deserto e lo chiameranno Pace

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