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Nel silenzio generale dei grandi media generalisti, approfittando delle schermaglie tra Arabia Saudita e Stati Uniti legate a petrolio, gas di scisto e ruolo dei mediorientali negli attentati dell’11 settembre, l’Europa politica – con il suo capo diplomatico in testa – sta allacciando rapporti sempre più stretti con i paesi del Golfo.

Il 18 luglio è stato l’esempio lampante di come la politica estera ed economica europea faccia affidamento su un’alleanza e gli affari con i sauditi della controversa famiglia sovrana wahabista governata dai ministri Al Saud, tutti portatori di un certo tipo di idea radicale sul ruolo dell’islam nella società e nella politica, nonché sospettati di finanziare gruppi terroristi di matrice sunnita, tra cui l’ISIS. 

Durante la conferenza stampa successiva all’incontro, davanti a una manciata di giornalisti accondiscendenti, l’alta rappresentante europea degli Esteri Federica Mogherini ha dichiarato che “i paesi del Golfo sono il quarto mercato di esportazione dell’Ue, per un flusso commerciale totale pari a 155,5 miliardi di dollari all’anno nel 2015”.

Continueremo ad approfondire i nostri rapporti commerciali, promuovendo investimenti e convergenze relative”, ha detto Mogherini precisando che l’obiettivo è inoltre “rimuovere gli ostacoli al commercio, proteggendo e promuovendo gli investimenti”. Diversificazione delle strategie economiche, secondo quanto stabilito dalla visione dei sauditi per il futuro.

Europa e paesi del Golfo, inoltre, “lavoreranno insieme in diverse questioni. Prima di tutto regionali”. Tra le preoccupazioni comuni Mogherini ha posto l’accento sulla questione del terrorismo internazionale, citando “gli attentati di Nizza e gli attacchi in Arabia Saudita solo qualche settimana fa”, tre le preoccupazioni principali emerse nella riunione.

“Abbiamo trovato un accordo sull’interesse reciproco nel collaborare e fare di più nei prossimi mesi e anni. Continueremo a combattere insieme gruppi terroristi come l’ISIS e lottare contro la radicalizzazione” per prevenire altri atti di terrorismo.

Gli Stati Uniti hanno di recente lanciato un allarme sulla possibilità di attentati in Arabia Saudita nelle aree frequentate da occidentali. Nel corso del meeting annuale, uno spazio è stato dato anche alla situazione caotica in Yemen, dove i sauditi insieme al Kuwait sostengono militarmente il governo nella guerra per procura contro i ribelli Houthi.

L’Unione Europea ha allacciato rapporti bilaterali con i paesi del Golfo tramite un’intesa di collaborazione firmata nel 1988. Prevede l’istituzione di una riunione ministeriale congiunta con cadenza annuale. Ultimamente il regno saudita, costretto a imporre misure di austerity, sta cercando di trovare un modo per attirare più capitali e investimenti, una necessità resa impellente dal tonfo dei prezzi del petrolio.

 

Di Daniele Chicca

Fonte:  Sito del Consiglio Europeo

 

22 luglio 2016 – http://www.wallstreetitalia.com/europa-e-mogherini-sudditi-dei-sauditi/

 

Nota delle Admin: … e siccome noi non siamo complottiste … questo articolo è di luglio … se leggete questo articolo http://www.wallstreetitalia.com/alert-missili-yemen-hanno-colpito-impianti-petrolio-saudi-aramco/ (che abbiamo postato un’ora fa) e che è datato 26 agosto, scoprirete che “casualmente” i ribelli Houthi, in possesso di armamenti e missili balistici consegnati prettamente dall’Iran (ohibò), hanno centrato alcuni, o magari uno solo, non ne siamo certe, impianti del colosso petrolifero “Saudi Aramco”, facendo fluttuare, come risposta e sempre obbligatoriamente casualmente, i prezzi del petrolio… Però, ripetiamo, noi non siamo complottiste! Quello di cui siamo certe è che siamo sempre più sudditi di questi killer seriali, ci facciamo affari… mentre loro continuano imperterriti a radere al suolo popolazione e tutte le infrastrutture in Yemen, senza che nessuna voce influente dica “bè”. Anzi, l’ONU ha pure cancellato l’Arabia Saudita dalla lista nera dei brutti e cattivi che non rispettano i Diritti Umani … Fate vobis!

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