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Il 3 agosto del 2014, durante la guerra del 2014, Israele attaccò una scuola dell’Onu a Rafah, nel sud della Striscia. Nella struttura, che al momento dell’attacco ospitava oltre 3mila profughi fuggiti dalle loro case sotto le bombe israeliane, a morire furono 10 fra donne e bambini.

Allora, lo stesso Segretario Generale dell’Onu aveva dichiarato che l’ubicazione e la destinazione della scuola a ricovero di sfollati erano state ripetutamente segnalate al comando israeliano dal personale delle Nazioni Unite.

Con il sangue delle vittime ancora fresco, fu una gara d’ipocrisia a condannare l’attacco, perfino gli Stati Uniti lo definirono vergognoso. Dinanzi alle proteste internazionali, le autorità militari di Israele avevano aperto un’inchiesta sull’accaduto come su altri massacri di quei giorni, ma, come sempre, spentisi i riflettori dei media, sui crimini israeliani è calato il silenzio.

Mercoledì scorso, il comando israeliano ha pubblicato un rapporto dove si comunica che, a seguito di indagini approfondite l’inchiesta, insieme a tante altre, veniva chiusa: nessun illecito è stato trovato, sia in quello come in altri attacchi simili.

Secondo le autorità di Israele, le procedure sono state corrette e il bombardamento è stato coerente alle leggi israeliane e al diritto internazionale; l’attacco era lecito perché “nei pressi” della scuola erano stati individuati tre combattenti palestinesi.

Secondo un rapporto pubblicato nel 2015 a Tel Aviv, in quei cinquanta giorni di bestiale aggressione, quando Israele ha rovesciato di tutto sull’area più densamente popolata del pianeta, il comportamento dei militari è stato “legittimo”, pur riconoscendo che “civili sono stati coinvolti nelle ostilità”.

Non potendo avere giustizia, i palestinesi sperano ora di perseguire quel crimine, come i tanti altri avvenuti in quei giorni di sangue, dinanzi alla Corte Penale Internazionale.

Fra il luglio e l’agosto del 2014, oltre 2200 palestinesi, nella maggioranza donne e bambini, sono stati uccisi; le infrastrutture quasi azzerate e migliaia e migliaia di case distrutte. Questo è Israele.

 

Di Salvo Ardizzone

 

26 agosto 2016

Fonte: http://www.ilfarosulmondo.it/israele-massacro-rafah/

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