#USA #Washington #MossaDellaDisperazione

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Brzezinski e Kissinger invocano il dialogo di Washington con la Repubblica Popolare Cinese e con la Federazione Russa.

Gli sprovveduti o gli ingenui forse si immaginano che questi due signori abbiano avuto un ravvedimento finale nella loro vita e che siano finalmente diventate delle persone di buon senso. Ho letto anche questo negli ultimi mesi.

Molto più realisticamente, le elite statunitensi (Rockefeller, Buffet, Soros, Rothschild) hanno capito con i fatti che la strategia dei neo-conservatori e dei liberal è destinata a fallire, se non è già completamente fallita.

Osservate le guerre mosse direttamente o indirettamente (primavera araba, rivoluzioni colorate, etc) dagli Stati Uniti negli ultimi 25 anni.

Risultato?

  • L’Iraq nuovamente nell’asse della resistenza con Damasco.
  • La Libia divisa in tre parti, potenzialmente corteggiabile dal campo eurasiatico.
  • L’Egitto dopo il fallimento del golpe di Morsi e l’insediamento di Al Sisi è più vicina che mai con Mosca.
  • La Siria di Assad continua a lottare ed è diventata il centro globale della resistenza anti imperialista americana.
  • L’Iran ha sancito l’accordo sul nucleare e acquisisce sempre più influenza in Medio Oriente.
  • L’Arabia Saudita è danneggiata irreparabilmente dal crollo del petrolio orchestrato dai geni di Washington/WallStreet/Londra che avrebbe dovuto mandare in bancarotta la Federazione Russa.
  • Il Qatar vede sfumare per sempre la sua pipeline per il LNG verso l’Europa.
  • Israele necessita di un sostegno militare finanziario senza precedenti, dipendendo (erodendo risorse) sempre di più da Washington.
  • La Russia è nuovamente tornata ad essere un protagonista di primo piano in M.O con cui tutte le nazioni della regione dovranno fare i conti (Base Aerea permanente in Siria, uso di quella in Iran).
  • In generale l’influenza degli Stati Uniti è stata completamente ridimensionata in una zona del mondo (Medio oriente, nord Africa e golfo perisco) che ha, da sempre, un valore strategico indiscutibile per Washington. (Petrodollaro)
  • La Turchia, alleata storica degli Stati Uniti nella regione, ha dovuto inventarsi peripezie di ogni genere (golpe, invasione Nord-Est Siria) per riuscire a rimanere influente in Siria e poter ancor dire la sua. Erdogan è alla frutta, consumato come tutti gli alleati di ferro di Washington.

E questo è SOLO il Medio Oriente-Nord Africa-Golfo Persico. Ci sarebbe da elencare tutte le mosse contro produttive in Asia, nel Sud Est Asiatico, in Europa e in Sud America.

Alcuni punti chiave:

  • E’ Nata la AIIB Cinese che unisce economicamente le economie di molti paesi in sviluppo e potenze già affermate.
  • I BRICS e Banca di Sviluppo dei BRICS sono un’ulteriore conferma di una realtà sempre meno Washington-Centrica.
  • La SCO in Asia-Eurasia si arricchisce di membri come Pakistan e India creando una situazione senza precedenti nel lungo termine.
  • L’Ucraina è congelata in una situazione a totale svantaggio di Kiev e degli Europei.
  • Russia e Cina hanno firmato accordi e raggiunto un riallineamento strategico che mancava da decenni che pone Washington in una netta situazione di svantaggio sullo scacchiere globale.
  • L’Europa è sempre più danneggiata a 360 gradi dalle politiche di Washington e da decisioni autolesioniste dei politici di Bruxelles.

E’ abbastanza ovvio che dopo 25 anni di politiche del genere le elite americane abbiano capito che è necessaria un’inversione di rotta. Il piano unipolare di World Dominance (Dominazione Mondiale) è fallito terribilmente erodendo anche quelle certezze granitiche sul ruolo degli Stati Uniti nel mondo. Solo la retorica occidentale dei media e una classe politica/imprenditoriale europea completamente asservita riescono a tenere in piedi un’orchestra che ormai ha esaurito gli spartiti da suonare.

Rimandare in campo due vecchi arnesi come Kissinger e Brzezinski nella speranza (altrettanto ridicola) di ricreare una situazione globale favorevole agli Stati Uniti come durante la Guerra Fredda pare proprio la mossa della disperazione, un segno inequivocabile di debolezza.

Pensateci. Vi sembra una strategia vincente? Vi sembra che Russia e Cina, Putin e Xi siano così stupidi da cascarci e accogliere a braccia aperte due personaggi che tanti danni hanno creato a Mosca e Pechino negli anni della guerra Fredda?

Dopo tutti questi fallimenti e la farsesca contro-tattica per risollevare le sorti di Washington nel mondo, avete l’impressione che il trend sia positivo per gli Stati Uniti?

Cosa resta quindi a cui appigliarsi? Forse una Clinton che decide di nuclearizzare il mondo mandando in fumo tutto lo scacchiere globale (che comunque consente alle elite americane di vivere in completa ricchezza e sicurezza) in frantumi? Siamo seri.

Invece di spaccare l’atomo ponderando ogni singolo evento in Siria quale decisivo della dominazione americana nel mondo, osservate l’immagine nel suo insieme: gli Stati Uniti sono alla frutta e Brzezinski o Kissinger non potranno cambiare un granché.

26 agosto 2016

Fonte: https://fractionsofreality.com/2016/08/26/la-mossa-della-disperazione-rivela-i-fallimenti-di-washington/