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C’è la mano americana per ogni civile ucciso in Yemen” chiosa il New York Times in questo secco editoriale contro la “complicità” statunitense in questo massacro.

Ma la nostra vergognosa complicità in questa guerra tiene forte il passo.

Correttamente il NYT parla sempre di coalizione a guida saudita. Non vendiamo solo bombe assassine all’Arabia Saudita, abbiamo sottoscritto un accordo di cooperazione militare per un valore di 5 miliardi di € con il Qatar, fedele alleato dei sauditi in questo massacro.

La coalizione che sta conducendo questa guerra illegale annovera, tra gli altri, Emirati Arabi Uniti ed Egitto, nostri ottimi ed antichi clienti nell’acquisto di armi e sistemi repressivi di ogni sia pur minimo vagito democratico delle loro genti.

Siamo – se non cambieranno radicalmente le nostre scelte di politica estera e della difesa – indubitabilmente COMPLICI anche noi per ogni civile ucciso in Yemen.

Queste scelte ci rendono corresponsabili della situazione repressiva, discriminatoria e illiberale di questi regimi e di questi sceiccati.

Non bastano gli appelli dell’Onu, non servono le risoluzioni del Parlamento Europeo se non saranno le persone, in carne ed ossa, che faranno la più ampia e costante pressione con i rispettivi governi e parlamenti.

Parliamo spesso di democrazia e di civiltà, spesso saliamo in cattedra dando lezioni professorali sul tema.

Ma il sale della Democrazia e della Civiltà, il suo succo profondo, risiede proprio in quell’assunzione di responsabilità, personale e collettiva, che ci spinge all’azione, che ci fa mettere in conto anche dei prezzi da pagare.

Il New York Times si schiera. Lo spirito di Thomas Jefferson aleggia ancora da quelle parti. I giornali e politici nostrani si stanno inabissando, invece, sempre di più.

È ora di muoversi, anche per noi.

 

Mimmo Cortese – Opal

 

(vai qui all’articolo del The New York Times citato nell’articolo)

 

18 agosto 2016

Fonte: http://www.azionenonviolenta.it/ce-la-mano-americana-per-ogni-civile-ucciso-in-yemen/