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Israele pianifica l’informazione: 25 milioni di dollari all’anno è lo stanziamento economico per sostenere/pulire l’immagine dello stato sionista. Contemporaneamente avanza con i suoi programmi dettagliati di uccisioni, insediamenti coloniali, pulizia etnica.

Noi cosa facciamo? Spesso ci limitiamo a scrivere “bastardi”, “assassini”, “nazisti” su Facebook, elencando tutti i giorni i martiri palestinesi e le circostanze della loro uccisione.

Non riusciamo ad organizzare grandi eventi collettivi di denuncia e quando si organizzano non sono efficaci per fermare/limitare la barbarie. I nostri metodi di comunicazione sono gli stessi degli ultimi 100 anni e anche se nel frattempo il mondo non è più lo stesso, opponiamo una chiusura totale a ogni proposta innovativa.
Molte associazioni si muovono come se fossero aziende concorrenti, gelose del proprio lavoro, invidiose del successo delle associazioni “amiche”. Tutto ciò avviene in nome della Palestina, in nome dei palestinesi che, mentre noi giocherelliamo col mouse, vivono sotto la terribile morsa dell’occupazione più lunga, vile, crudele che abbiamo mai conosciuto e che produce fiumi di sangue.

Come Invictapalestina-Centro di Documentazione abbiamo cercato di mantenere un profilo trasversale anche per offrire un servizio a tutte le associazioni che solidarizzano per la Palestina.

Come fanno molte altre associazioni anche noi produciamo materiale anche se abbiamo cercato di specializzarci producendo e sottotitolando oltre 300 video. Ma le stesse associazioni che organizzano gli eventi che noi riprendiamo sono poi poco propense a condividerli, a diffonderli.

Il 17 maggio a Torino “Progetto Palestina” ha organizzato un bellissimo evento con la presenza di Joseph Halevi che ha spiegato il contesto della Nakba, l’università ha cercato di boicottare l’evento che si è svolto poi lo stesso grazie alla tenacia di un gruppo di studenti, ma il video non ha superato le 200 visioni e non è stato pubblicizzato neanche nelle pagine dell’associazione che ha promosso l’evento.

E cosa dire delle due ultime perle di Moni Ovadia?

I due video attuali e straordinari, sono stati proposti al Manifesto, a Nena-News e altri siti che informano sulla Palestina oltre che chiaramente alla pagina Facebook dove scriveva Vittorio Arrigoni… Nessuno li ha ritenuti degni di diffusione.

Cari amici, vi prego di non fraintendere l’autocritica, non siamo alla ricerca “di visibilità” cerchiamo solo di ragionare e capire come poter essere di supporto alla causa palestinese e se dall’attivismo italiano neanche i video sono ritenuti efficaci, siamo pronti a mollare. Potremmo essere soddisfatti per i riconoscimenti che ci arrivano, per le lettere di sostegno, per le oltre 240.000 visioni dei nostri video, per le 80.000 letture del nostro blog a un anno dalla sua apertura, per le 6.000 persone che seguono la nostra pagina Facebook, ma tutto questo, anche se non è poco, non basta per contrastare il SIONISMO.

 

12 luglio 2016

Fonte: https://invictapalestina.wordpress.com/2016/07/12/martedi-criticaautocritica/

 

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