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Nota dell’Admin: Il nostro presidente della repubblica delle banane dichiara che l’incidente ferroviario tra Andria e Corato è “inammissibile”!. Ma per il nostro presidente della repubblica è una consuetudine usare gli aggettivi “inaccettabile” o “inammissibile”. E per noi, cari connazionali, ciò deve essere il tutto, la spiegazione di tutto, l’accettazione di tutto, la rassegnazione di tutto. E’ “inaccettabile” e “atroce” l’incidente del traghetto Moby Prince; è “inaccettabile” e “atroce” morire in Erasmus per costruirsi una vita; è “inaccettabile” l’aumento delle diseguaglianze tra paesi ricchi e poveri; è “inaccettabile” l’evasione fiscale; è “inaccettabile” che l’orientamento sessuale sia pretesto per offese e discriminazioni; è “inaccettabile” il filo spinato sui migranti … Il nostro caro presidente della repubblica delle banane dovrebbe smuovere un po’ la puntina sul disco, perchè ci pare che si sia un po’ incantato. Caro il nostro presidente della repubblica delle banane, forse non se ne rende conto, ma sono morte delle persone, ben 23 stando all’ultimo ragguaglio dei nostri tg, e una cinquantina di feriti, dei quali sette in condizioni gravissime. A noi pare che la sua sensibilità e il suo pathos rasentino lo zero assoluto. A parte quel paio di frasi di convenevolo da recitare come un pappagallo in ogni tragica occasione, che materiale, che strumenti ha da porgere al popolo italiano a giustificazione di cotanta codardia e incapacità da parte delle Istituzioni tutte?

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Voglio fare un ragionamento semplice, mandando subito all’inferno chi ora spenderà paroloni per non farci capire niente e continuare come sempre.

Di fronte alla strage ferroviaria di Ruvo di Puglia, di fronte a quei ragazzi, lavoratori, donne e uomini assassinati solo perché su un treno per poveri, io urlo che la sola colpa è di tutti coloro che hanno tagliato gli investimenti sulla sicurezza e lo stesso personale. Invece sento già parlare di errore umano, come se questo esistesse davvero nel 2016 nei treni. In Svizzera la maggior parte delle linee ferroviarie sono a binario unico, quanti incidenti ci sono? Il sistema dei controlli informatici, la manutenzione continua, i meccanismi di sicurezza e di arresto immediato della circolazione, non appena qualche cosa non vada, il rinnovamento del materiale rotabile e delle infrastrutture, i turni umani per il personale, tutto costruisce un sistema di salvaguardia che impedisce disastri, come quelli che invece sempre più spesso accadono nelle ferrovie italiane. Ma da noi si parla di errore umano, vergogna!

A Crevalcore anni fa c’è stata una strage, si è data la colpa ai macchinisti, opportunamente morti nel’incidente. A Viareggio invece i macchinisti sono sopravvissuti, e hanno contribuito a mettere in luce le criminali gestioni della sicurezza che hanno provocato 31 morti bruciati vivi. Ma il processo per i responsabili delle Ferrovie si avvia verso la prescrizione.

Quanti soldi si stanno buttando via per il traforo della Valle di Susa che non serve a niente e neppure sarà completato? Se con quei soldi si fossero duplicate le linee ferroviarie ad alta pendolarità, si fosse investito in sicurezza, in semafori di blocco, in personale, quanti morti in meno ci sarebbero oggi? Ma i NoTav e tutti coloro che hanno sollevato la questione degli sprechi per le ferrovie ad alta velocità e dei tagli per quelle per i pendolari, sono stati tacciati di essere nemici della modernità. E i ferrovieri che per anni con i sindacati di base si sono battuti perché a guidare i treni fossero due macchinisti e non solo uno, sono stati accusati di corporativismo e fannullaggine. E ora grazie alla legge Fornero un solo macchinista dovrà condurre fino a 67 anni.

Tutte queste ragioni ed altre ancora alla fine risalgono ad un’unica semplice causa: i tagli al trasporto pubblico ferroviario a favore del profitto sulle tratte più redditizie e delle privatizzazioni. Così il nostro paese, che nel trasporto ferroviario negli anni 70 e 80 del secolo scorso era diventato il più sicuro, ora sta diventando uno dei più pericolosi d’Europa. E la UE vorrebbe che ancora più tagliassimo sul trasporto pubblico.

Questi sono i ragionamenti semplici e brutali che dovrebbero essere fatti di fronte ai nuovi poveri morti. Invece si parla di errore umano, di accertamento delle responsabilità e soprattutto di evitare troppo facili semplificazioni, perché la realtà è complessa. Ma almeno tacete, mascalzoni!

 

Di Giorgio Cremaschi

 

12 luglio 2016 – http://contropiano.org/interventi/2016/07/12/parla-errore-umano-un-mascalzone-081608

 

 

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