#suicidio #autolesionismo #Facebook #SupportoOrganizzativo #SupportoPsicologico #assistenza #TelefonoAzzurro #TelefonoAmicoItalia

Nota delle Admin: Può sembrare paradossale credere che un social possa recare aiuto ad adolescenti in difficoltà, ma nessuna possibilità è da scartare quando si tratta di salvare delle vite, e quindi benvenga. Unica nota stonata di questa notizia è il numero a pagamento di Telefono Amico Italia dedicato ai maggiorenni. Ma vi pare logico che una persona in difficoltà, magari proprio per cause economiche, debba pure stare a guardare se ha credito sufficiente nello smartphone o debba star lì a pensare a quanto gli/le peserà in bolletta quella telefonata? Ma siamo seri!!!

suicidio1

Dal social network fondato da Mark Zuckerberg, nuove opportunità, supporto organizzativo e psicologico, per assistere le persone che pensano al suicidio o all’autolesionismo, aiutando anche amici o familiari. Sono stati introdotti in tutto il mondo e in tutte le lingue disponibili su Facebook. In Italia i partner sono Telefono Azzurro e Telefono Amico Italia. «Solo nei primi sei mesi del 2016 il Centro di Ascolto dell’associazione ha gestito ben 92 richieste di intervento per tentativi di suicidio, intenzioni suicidarie e atti autolesivi».

*-*-*-*

E’ passata piuttosto sotto traccia questa notizia che invece dimostra quanto i social possano essere non soltanto svago e gossip, ma anche impegno sociale e sicurezza. Grazie ad alcuni strumenti sviluppati in collaborazione con organizzazioni specializzate e con l’aiuto di persone che hanno vissuto esperienze drammatiche, persone che pensano al suicidio o all’autolesionismo potranno trovare su Facebook un supporto, organizzativo e psicologico, messo a disposizione anche dei loro amici o familiari.

suicidio2Presentati a livello sperimentale prima negli Stati Uniti grazie all’aiuto di Forefront, Lifeline e Save.org, sono stati introdotti dal social network fondato da Zuckerberg in tutto il mondo in collaborazione con partner locali, e in tutte le lingue in cui è disponibile il social. In Italia i partner sono Telefono Azzurro e Telefono Amico Italia. Ma come funzionano questi nuovi strumenti? Spiegano a Facebook: «Se una persona pubblica contenuti su una bacheca che destano la vostra preoccupazione sul suo benessere, potete contattarla direttamente e segnalare a noi il suo post. I nostri team lavorano in tutto il mondo e sono attivi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per esaminare le segnalazioni. Danno la precedenza alle segnalazioni più gravi, come quelle relative all’autolesionismo, e forniscono aiuto e risorse alle persone in difficoltà».

Adesso le persone potranno scegliere se contattare un amico, una linea di assistenza o ricevere suggerimenti di supporto. Facebook si rivolge direttamente alle persone: «Se sei in crisi o lo è qualcuno che conosci, contatta Telefono Azzurro al numero 19696 se hai meno di 18 anni, o Telefono Amico Italia al numero 199284284. Per informazioni su come trovare supporto per te o per un amico, visita il nostro Centro assistenza: https://www.facebook.com/help/594991777257121/. Se qualcuno si trova in una situazione di pericolo immediato è importante contattare subito il numero di emergenza».

«I casi di autolesionismo e i tentativi di suicidio tra gli adolescenti hanno registrato un forte aumento nella casistica gestita da Telefono Azzurro negli ultimi due anni. Solo nei primi sei mesi del 2016 il Centro di Ascolto dell’associazione ha gestito ben 92 richieste di aiuto e di intervento per tentativi di suicidio, intenzioni suicidarie e atti autolesivi», spiega Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e professore ordinario di Neuropsichiatria infantile. «Un aumento che si accompagna a trend in crescita nei disturbi depressivi, ad esordio sempre più precoce. Telefono Azzurro, che da anni si occupa di disturbi emozionali e di comportamenti a rischio in età evolutiva, punta sempre più sulle nuove tecnologie e crede molto nella collaborazione con aziende come Facebook, sensibili a questi temi, per offrire ai ragazzi l’aiuto di cui necessitano».

Interessante anche la riflessione proposta da Barbara Forresi, psicologa e responsabile del Centro Studi di Telefono Azzurro, sul rapporto tra le nuove frontiere digitali e le difficoltà di comprendere e valutare in modo professionale il disagio che può celarsi dietro una disperazione: «E’ molto difficile, specialmente online, discriminare tra un tono provocatorio, sarcastico o serio. Tuttavia, se un adolescente minaccia di farsi del male, non bisogna sottovalutare le sue parole: forse chi scrive desidera proprio che qualcuno se ne accorga. La nostra speranza è riuscire ad intervenire prima che sia tardi. Da oggi, anche grazie a questi nuovi strumenti offerti da Facebook, i ragazzi che online esprimono un grave disagio o che leggono le parole preoccupanti di altri coetanei, sanno di poter contare in ogni momento su Telefono Azzurro».

 
Di Pino Pignatta

 
25 giugno 2016
Fonte: famigliacristiana