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Bizzarro, strano, senza precedenti. Raramente puoi definire le Nazioni Unite tutte e tre le cose. L’ho fatto quando ho letto l’ultimo monito lanciato dal World Health Organisation (OMS) ai siriani: “devono smettere di fumare”. Non solo sigarette, ma anche il narghilè, la pipa shisha, utilizzata da generazioni di arabi in tempi di pace e in guerra.

Ma ora – ed è giugno, non il primo aprile – il povero e disperato popolo siriano si sente dire da un’agenzia delle Nazioni Unite che è meglio tenere alla salute dei propri polmoni.

Hanno le Nazioni Unite il senso della vergogna? Non incolpo Elizabeth Hoff, rappresentante OMS per la Siria, per il rapporto pretestuoso. C’era un tempo e ci sarà anche in una pace futura, per avvisi seri di questo tipo da emettere.

Ma da qualche parte all’interno delle valvole del vapore delle Nazioni Unite, il suo desiderio di salvare le masse siriane dal cancro ai polmoni – dimenticando i barili bomba, i missili russi, le bombe auto, le torture e i taglia gola contro cui sono caduti vittime in migliaia – ha vomitato fuori della macchina sul East River un rapporto nel momento più inadeguato della storia.

Durante la Seconda guerra mondiale, la Lega delle Nazioni, predecessore delle Nazioni Unite che si è formata dopo il 1914-1918 per porre fine a tutti i conflitti, ha continuato ad esistere, senza poteri e ignorata, a Ginevra. Ma almeno non ammoniva i belligeranti di guidare con prudenza o di assicurarsi che i bambini non mangiassero cibo spazzatura. O di smettere di fumare.

Se davvero considerate i pericoli del cancro ai polmoni così importanti (e chiaramente lo sono), sicuramente un senso di decoro dovrebbe essere preso in considerazione quando uomini, donne e bambini vengono massacrati?

Ma no. La vecchia scimmia delle Nazioni Unite ha tirato fuori il suo rapporto con l’inopportunità senza speranza, avvisando che il tabacco e le pipe ad acqua mettono in pericolo le vite dei fumatori siriani e chi gli sta vicino “nonostante l’attuale crisi nel paese”.

Il narghilè, si dice ai siriani, è 20 volte più nocivo per la salute che una sigaretta. E la burocrazia siriana dovrebbe attivarsi per rendere meno “attrattivo e glamour” il fumo.

Posso vedere la portata del problema. Quando scappano dai bombardamenti, atti terroristici e pulizia etnica, i siriani devono resistere alla tentazione di accendere una sigaretta per placare l’agitazione. La tua casa può anche essere in fiamme, la tua famiglia resa schiava, i tuoi torturatori possono anche strappare via le tue impronte digitali – ma mai ignorare il pacchetto abbastanza cool in tasca.

Non provate ad unirvi alle altre 280 mila vittime della guerra siriana – ma soprattutto non ignorate le tentazioni di chi vi esorta a sbuffare nuovamente sulle nuove “fresche” sigarette al mentolo.

Il governo siriano l’ha fatto, prima della guerra, ha iniziato una serie di campagne anti tabacco. Ci sono uffici del governo a Damasco dove, incredibilmente, gli impiegati all’interno non possono fumare, neanche in questi giorni. Il ministro della Salute del governo, Ahmad Khlefawy, ha dichiarato recentemente che la guerra non è una scusa per utilizzare il tabacco.

Ma ancora più assidue nel rispettare il report dell’OMS sono sicuramente le donne dell’Isis, che sono attualmente le più fervide sostenitrici della campagna anti fumo nella storia del mondo. Se sei donna e sei colta con una sigaretta in bocca a Mosul o Raqqa, o anche con solo un pacchetto di sigarette in tasca, sarai punita con 20 dollari di sanzioni o 20 frustrate.

Naturalmente, il timing dell’OMS è pretestuoso, ridicolo, folle. Le Nazioni Unite non sono in grado di rifornire i siriani intrappolati nei villaggi e sotto assedio dai ribelli e dalle forze governative di cibo e beni di prima necessità. Non possono nemmeno aprire corridoi umanitari per salvare innocenti e malati.

I suoi negoziatori hanno fallito. Hanno provato. Non li incolpo.

Ma che cosa i siriani dovrebbero fare della relazione di Hoffs sul fumo in questo momento? Quando, nel mezzo di questo bagno di sangue, Isis e le Nazioni Unite sono sulla stessa direzione, qualcosa è andato terribilmente storto.

Nel tentativo disperato di sopravvivere da una guerra terribile, ci dovrebbero essere molti siriani che considerano il rapporto delle Nazioni Uniti – sempre che lo ascoltino – un insulto alle loro vite.

Il fatto che questo non sia nemmeno preso in considerazione dall’ONU ci fornisce la misura della profonda disfunzione.

 
Di Robert Fisk
Fonte: The Independent

Traduzione a cura de l’AntiDiplomatico

 
13 giugno 2016 – http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=16111

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