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Sicuramente qualcuno nel vedere le foto si ricorderà di Ali Abbas, un orfano di guerra iracheno.

Ali aveva 12 anni quando perse entrambe le braccia e subì ustioni sul 60 per cento del corpo in un bombardamento statunitense su Baghdad che uccise i suoi genitori e altri 13 membri della famiglia. Ali è stato curato in un ospedale, e al posto delle sue braccia ha due arti artificiali.

Quando Ali fu portato nel Regno Unito aveva ancora vivo il ricordo della notte del bombardamento.

“Continuo a chiedermi: Perché hanno bombardato noi iracheni? Cosa abbiamo fatto? Speravo che il pilota che ha colpito casa nostra casa si sarebbe bruciato come me e la mia famiglia”.

Ali ha detto che aveva sentimenti contrastanti circa gli inglesi dopo il suo calvario.

“Quando ero in ospedale, mi hanno mandato lettere, ma nel contempo non hanno mai smesso di aiutare gli americani”, ha detto.

Ali continua a ricordare i momenti prima dell’attacco, la paura e il bombardamento. Ricorda poi la corsa verso l’ospedale, e il fatto di essere stato fermato da una pattuglia di polizia. Ricorda le parole dei poliziotti: Dove vai? Dove sei diretto? Chi è questo? Guardarono le mie braccia e li sentii dire: ‘E’ un caso senza speranza, non c’è speranza”.

Le immagini di Ali impaurito, tutto sporco di sangue che giace in una culla dell’ospedale di Baghdad, ha scioccato il mondo.

Il bambino venne portato in Kuwait per scongiurare infezioni ed in seguito è stato portato in Gran Bretagna dove è stato dotato di due braccia artificiali all’ospedale Queen Mary di Roehampton, a sud-ovest di Londra, che è rinomato per lavorare con amputati.

Ali ha passato l’inferno, crescendo ha dovuto cambiare più volte gli arti, ha dovuto imparare ad arrangiarsi e soprattutto a convivere con il dolore per la perdita della sua famiglia.

Ali aveva due sogni, uno (essendo un amante del calcio) incontrare David Beckham, cosa poi avvenuta, e l’altro quello di ritornare a casa.

“…Voglio tornare in Iraq per la mia famiglia e appena mi sentirò meglio lo farò”.

E’ arrivato quel giorno… Ali ha potuto tornare nella sua terra per pregare sulla tomba di famiglia, vedere i luoghi dove ha vissuto felice per 12 anni finchè qualcuno ha deciso che bisognava importare la democrazia a suon di bombe.

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