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La mattina di giovedì 2 giugno sul quotidiano saudita Al Watan è comparsa un’inusuale dichiarazione del principe Mohammed Ben Nayef, nella quale, oltre ad affermare il fallimento della politica adottata dall’Arabia Saudita “nei confronti dello Yemen e della Siria”, si sostiene che gli Stati Uniti, la Turchia e gli altri alleati “non hanno mantenuto le promesse”. L’articolo in questione è poi misteriosamente scomparso dopo tre ore dalla pubblicazione.

L’agenzia Asia News, l’unica in Italia a riportare la notizia, definisce il caso “un vero e proprio giallo mediatico”. E non ha torto. Le affermazioni da parte dell’erede al trono saudita, che sarebbero state fatte alla fine di un summit tra capi di Stato dei Paesi del Golfo che si è svolto il primo giugno, infatti, sono state prontamente cancellate, ma non ufficialmente smentite da Mohammed Ben Nayef.

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Sullo Yemen, secondo quanto viene riportato dall’articolo pubblicato su Al Watan, il principe avrebbe testualmente detto che “l’operazione Tempesta di Prontezza – l’intervento militare nella guerra in Yemen, ndr – è perdurata, andando oltre le previsioni, per via della non adempienza da parte degli alleati agli obblighi loro assegnati”.

Sulla questione siriana, inoltre, avrebbe sostenuto che era prevista “la fine del regime di Assad con l’aiuto della Turchia e degli Stati Uniti d’America”. Mohammed Ben Nayef avrebbe poi aggiunto che l’Arabia Saudita “ha fatto molto affidamento sulle loro promesse”, che però “non sono state mantenute”.

Secondo la ricostruzione di Asia News, dopo pochi minuti dalla cancellazione dell’articolo, tutto il sito del quotidiano è diventato irraggiungibile a causa di “motivi tecnici”. Ma non finisce qui. Il giallo si addensa il giorno successivo, quando lo spazio web di Al Watan riappare informando i lettori che il sito sarebbe “stato piratato e penetrato da hackers i quali hanno messo in bocca all’erede al trono dichiarazioni che egli non ha mai proferito”.

Non sappiamo quale sia la verità. Resta il fatto che le parole del principe, qualora dovessero trovare conferma, sarebbero l’ammissione di una sconfitta di non poco peso. E dimostrerebbero, ancora una volta, il piano orchestrato da tempo dalle monarchie del Golfo e da alcune potenze occidentali, per far cadere il governo guidato da Bashar Assad.

 
Di Fabio Polese

 
8 giugno 2016

Fonte: http://www.occhidellaguerra.it/il-giallo-della-confessione-del-principe-saudita/