MORIRE DI COBALTO? ACCADE IN CONGO, PER COLPA DELLE MULTINAZIONALI

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Si può morire a causa del cobalto? La risposta è sì. Si muore a causa dell’estrazione di questo minerale e ciò avviene quotidianamente in Congo. Le vittime? Bambini.

E’ un quadro allarmante, quello che emerge dal rapporto di Amnesty International e Afrewatch datato 19 gennaio 2016, che fa seguito a quello precedente del giugno 2013. La Repubblica Democratica del Congo ha alcune delle più importanti riserve minerarie del pianeta. Per più di un decennio l’estrazione di queste risorse è stata collegata a conflitti, violazioni dei diritti umani e corruzione. Nella provincia meridionale del Katanga, le vite delle persone sono state distrutte a causa delle operazioni di estrazione. Piccoli minatori, anche di 6-7 anni d’età, lavorano in condizioni spaventose, subiscono detenzioni arbitrarie, percosse, maltrattamenti o addirittura la morte per mano della polizia o il personale di sicurezza delle miniere. Intere comunità sono state sfrattate dalle zone minerarie.

Dunque, un primo e gravissimo problema legato all’attività estrattiva riguarda i diritti violati di migliaia di abitanti delle zone in mano alle multinazionali. Il percorso del prezioso cobalto è presto tracciato: la Dongfang Mining (Cdm), in mano al colosso minerario cinese Zheijang Huayou Cobalt Ltd (Huayou Cobalt), estrae e rivende a tre aziende che producono batterie per smartphone, tablet e anche automobili. Si chiamano Ningbo Shanshan e Tianjin Bamo in Cina e L&F Materials in Corea del Sud. Queste riforniscono ben 16 colossi mondiali quali Ahong, Apple, BYD, Daimler, Dell, HP, Huawei, Inventec, Lenovo, LG, Microsoft, Samsung, Sony, Vodafone, Volkswagen e ZTE.

Insomma, chiunque abbia in casa smartphone, tablet o auto con batterie al litio di tali multinazionali è, in una certa misura, “complice” (anche involontariamente) di questo scempio. Alcune di esse hanno smentito le accuse, altre hanno promesso di approfondire le indagini ma le due associazioni chiedono di fare chiarezza una volta per tutte.

L’aspetto che vogliamo approfondire nell’articolo è legato alla tutela della salute in queste infernali miniere. I bambini impiegati negli scavi, contro ogni regolamentazione internazionale sulla tutela dei minori e in barba ai rigidi divieti, si ammalano gravemente e muoiono a causa dell’esposizione cronica al minerale. Spesso lavorano a mani nude, senza tute di protezione, guanti e mascherine e in luoghi mal ventilati, dove le temperature possono essere estremamente elevate. Veri e propri gironi infernali.

Ma cerchiamo di capire meglio cosa accade al corpo umano in caso di contaminazione massiccia da cobalto. Nel nostro organismo sono presenti tutti gli elementi chimici che si ritrovano in natura, poiché interagiamo con l’ambiente e da esso riceviamo sostanze utili e benefiche, compreso il cobalto. In chimica, quando un metallo ha un numero atomico superiore a 20 (il cobalto ha 27) si parla di metalli pesanti: questi hanno la tendenza ad accumularsi nel suolo e chi si trova a lavorare nelle miniere è molto esposto al contatto.

La tossicità di una sostanza dipende dalla sua dose di somministrazione ed è appurato che alcuni elementi chimici (metalli e non-metalli) in accumulo nel nostro organismo diventano altamente nocivi, e spesso letali. I composti del cobalto vanno maneggiati con cautela, data la loro lieve tossicità ed il cobalto stesso è radioattivo, emette raggi gamma, per cui la sovraesposizione ad esso aumenta il rischio di cancro. Ingerito, viene eliminato dai tessuti molto lentamente. Nel caso dei piccoli minatori del Congo l’effetto nocivo si amplia vista la struttura corporea ancora in via di sviluppo.

Gli effetti dei metalli in generale sono molteplici: si va dalle irritazioni alle intossicazioni acute e croniche, fino ad arrivare ad azioni mutagene o cancerogene. Nel nostro organismo si legano alle proteine del sangue, per poi distribuirsi agli organi e ai tessuti attraverso la circolazione sanguigna.

Si contano quindi centinaia di vittime in Congo, vite distrutte dalla speculazione e dal profitto. E’ dovere di tutti noi essere informati per un consumo critico e consapevole e per denunciare un meccanismo inumano che va smontato.

 

Di Andrea Cuscona
2 febbraio 2016

Fonte: http://www.ilpapaverorossoweb.it/article/morire-di-cobalto-accade-congo-colpa-delle-multinazionali

 

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