È una delle notizie più importanti che arrivano dalla Siria. Maloula, l’antico villaggio cristiano dove si parla ancora aramaico, sta tornando a vivere. In questo Paese, crocevia di etnie e minoranze religiose, era diventata il simbolo di tolleranza e rispetto di un mosaico culturale unico al mondo. Non a caso Bashar Al Assad, uomo di confessione alawita, l’aveva visitata a più riprese dopo la liberazione, più precisamente il giorno di Pasqua, per mostrare la sua vicinanza alla sua popolazione.

Oggi Maloula è luogo protetto da una legislazione particolare. Quasi fosse trofeo. L’aria pesante e pressante che si respirava all’inizio della guerra si sta smorzando con il passare dei mesi. I soldati ai checkpoint bevono rilassati il thé insieme ai residenti. Da queste parti i civili hanno conquistato la stima dei militari perché durante i giorni dell’assedio da parte dei ribelli gli abitanti si erano arruolati volontariamente nelle milizie di difesa nazionale. L’arco di pietra all’ingresso della cittadina colpito il 4 settembre del 2013 dai terroristi per mezzo di un attentato kamikaze è stato in parte ristrutturato. Gli edifici ai lati del viale principale possiedono ancora le ferite dei combattimenti a fuoco. Per la ricostruzione di Maloula ci vorrà ancora tempo eppure la speranza è l’ultima a morire nel cuore di chi è tornato (il 45 per cento dei residenti per ora).

In questi giorni si celebrano i due anni dalla liberazione ma il ricordo della guerra persiste sulle mura delle chiese e nei volti di alcuni abitanti. È difficile dimenticare i morti, le grida dei terroristi per le strade, i colpi di mitragliatrici, le famiglie uccise a sangue freddo, il tradimento di alcuni cittadini che prima della guerra frequentavano la stessa piazzetta. La conquista dell’albergo in cima alla collina, divenuto quartiere generale dei ribelli, la rimozione della Madonna in cima alle montagne, la distruzione dell’antico convento cristiano di Santa Tecla, le scene di guerriglia che si imperversavano nelle vie strette del villaggio. Sono immagini impietose che ritornano nell’immaginario collettivo come fantasmi.

Padre Toufiq, prete carismatico che durante l’assedio è rimasto finché gli è stato possibile, è diventato un punto di riferimento per tutti. Raccoglie fondi per la ricostruzione, accoglie le delegazioni venute da tutto il mondo, racconta le ore del terrore, offre da mangiare e da bere ai più bisognosi, scaccia i demoni che assalgono la cittadina martoriata.

“Maloula e la Siria torneranno a vivere” è il messaggio che riporta a chiunque è di passaggio. Del resto parlano le strade e i sorrisi di chi è tornato a casa. Lo scuola-bus suona il clacson per raccogliere i bambini. I negozi riaprono, le case vengono ricostruite progressivamente grazie alla nuova legge del governo che ritenendosi responsabile della contro-offensiva ripaga una parte dei lavori di ricostruzione (esattamente un terzo del valore economico con valuta ante-guerra e questo avviene in tutto il Paese, ovunque ci sono stati combattimenti a fuoco). Con i prezzi precipitati in questi cinque anni è una somma di denaro che riesce a coprire quasi tutte le spese. Gli ingegneri progettano i cantieri, i muratori lavorano sotto il sole battente. Gli asini trasportano le pietre per i vialetti scavati tra le rocce. Le botteghe rinascono una dopo l’altra. Fino a poco tempo fa non c’era nulla, ora invece i commercianti storici sono tornati nei loro locali. Il lavoro è ridotto ma rimane una forma di emancipazione per gli abitanti che in questi mesi hanno vissuto come sfollati.

Maloula sta tornando il luogo dove la pace dei sensi è ritmata dalla campane e dal Padre Nostro recitato in arabo. Maloula è un invito a tutte le comunità cristiane disseminate per la Siria a restare a casa. Maloula è il simbolo della vittoria perché ogni persona che scappa segna un punto a favore del terrorismo di Daesh e Al Nusra. Il radicamento, la ricostruzione delle radici, è la più alta risposta verso chi vuole dividere una terra multi-confessionale, costruita nei secoli dai cristiani quanto dai musulmani.


Di Sebastiano Caputo

Fonte: 13 maggio 2016 – http://www.occhidellaguerra.it/maloula-e-tornata-a-vivere/


Nota: maloula(Gli occhi della guerra produce varie immagini che si possono visionare entrando nel link qui sopra)

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