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Faranno il Deserto e lo chiameranno Pace

Saremo ancora in grado di volare e rendere libere le nostre anime? L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando le sei vicino.

PRIMA DI DECIDERE SE UN MAFIOSO ABBIA DIRITTO A UNA MORTE DIGNITOSA, INVITO A LEGGERE LA CONFESSIONE DELL’OMICIDA DEL PICCOLO DI MATTEO

#Riina #mortedignitosa #Mafia #bambini_vittime_di_mafia

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Prima di decidere se il mafioso abbia diritto a “una morte dignitosa” o realizzare strane alleanze o connivenze politiche, invito nuovamente a leggere la confessione dell’omicida del piccolo Di Matteo, Vincenzo Chiodo, nell’udienza del 28 luglio 1998 (lettura non adatta ai bambini):

“Io ho detto al bambino di mettersi in un angolo, cioè vicino al letto, quasi ai piedi del letto, con le braccia alzate e con la faccia al muro. Allora il bambino, per come io ho detto, si è messo faccia al muro. Io ci sono andato da dietro e ci ho messo la corda al collo. Tirandolo con uno sbalzo forte, me lo sono tirato indietro e l’ho appoggiato a terra. Enzo Brusca si è messo sopra le braccia inchiodandolo in questa maniera (incrocia le braccia) e Monticciolo si è messo sulle gambe del bambino per evitare che si muoveva. Nel momento della aggressione che io ho buttato il bambino e Monticciolo si stava già avviando per tenere le gambe, gli dice ‘mi dispiace’ rivolto al bambino ‘tuo papà ha fatto il cornuto’ (…) il bambino non ha capito niente, perché non se l’aspettava, non si aspettava niente e poi il bambino ormai non era… come voglio dire, non aveva la reazione di un bambino, sembrava molle… anche se non ci mancava mangiare, non ci mancava niente, ma sicuramente la mancanza di libertà, il bambino diciamo era molto molle, era tenero, sembrava fatto di burro… cioè questo, il bambino penso non ha capito niente. Sto morendo, penso non l’abbia neanche capito. Il bambino ha fatto solo uno sbalzo di reazione, uno solo e lento, ha fatto solo questo e non si è mosso più, solo gli occhi, cioè girava gli occhi. (…) io ho spogliato il bambino e il bambino era urinato e si era fatto anche addosso dalla paura di quello ce abbia potuto capire o è un fatto naturale perché è gonfiato il bambino. Dopo averlo spogliato, ci abbiamo tolto, aveva un orologio da polso e tutto, abbiamo versato l’acido nel fusto e abbiamo preso il bambino. Io ho preso il bambino. Io l’ho preso per i piedi e Monticciolo e Brusca l’hanno preso per un braccio l’uno così l’abbiamo messo nell’acido e ce ne siamo andati sopra. (…) io ci sono andato giù, sono andato a vedere lì e del bambino c’era solo un pezzo di gamba e una parte della schiena, perché io ho cercato di mescolare e ho visto che c’era solo un pezzo di gamba… e una parte… però era un attimo perché sono andato… uscito perché lì dentro la puzza dell’acido era… cioè si soffocava lì dentro. Poi siamo andati tutti a dormire. (Atti del processo tratti da “al posto sbagliato, storie di bambini vittime di mafia).”

Di Lucia Vincenti

Pubblicato su Facebook

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6 Giugno 2017 – mobmagazine.it

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Per chi volesse aderire, è stata lanciata questa petizione: “Totò Riina deve rimanere in carcere – NO alla morte dignitosa” – https://www.change.org/p/stato-italiano-tot%C3%B3-riina-deve-rimanere-in-carcere-no-alla-morte-dignitosa

 

VE LO RICORDATE OMRAN?

#Siria Omran, bambino simbolo di #Aleppo, usato come #Fakenews dai terroristi #CaschiBianchi è vivo con la sua famiglia nella propria città! (by @NamanTarcha)

omran

Nel video qui sotto il padre di Omran dice come i “ribelli” hanno mercanteggiato con il sangue di suo figlio e come gli sono stati offerti soldi per fare interviste per attaccare il legittimo governo siriano.

 

Domanda: Come ti chiami?

Omran Daqneesh.
Domanda: E tu come ti chiami?

(Nome non udibile)

Omar, vieni da me.
Grazie a Dio siamo tornati a casa nostra e la nostra casa non è danneggiata e ora viviamo in casa nostra e vado a lavorare e ci tornerò ogni giorno. Tutto va bene e la nostra vita è molto normale.

Domanda: Abu Ali, in breve, ci dica cosa è successo quando è stato nell’area controllata dai ribelli e come hanno sfruttato la foto di Omran per demonizzare l’esercito siriano.

La storia è ben nota. Hanno preso le sue foto e le hanno postate e hanno iniziato a trafficare con il suo sangue. Io gli ho tagliato i capelli e cambiato il suo nome in modo che non avrebbero potuto continuare con la loro sceneggiata e malgrado questo hanno continuato con la sceneggiata e hanno pubblicato ancora foto. Grazie a Dio siamo qui e non abbiamo problemi.

Domanda: Chi sono i gruppi che hanno cercato di invogliarti in modo da poter fare interviste e attaccare il governo siriano e cosa ti hanno offerto?

Mi sono state offerte grandi quantità di denaro da parte di alcuni, sotto forma di aiuto, alcuni sotto forma di donazione da parte di Mousa Al-Omar attraverso un intermediario, il corrispondente dei ribelli Abu Al-Sheikh, ma ho rifiutato di prendere dei soldi da loro.

Faranno il Deserto e lo chiameranno Pace – 5 Giugno 2017

 

YEMEN, CARESTIA E COLERA COME ARMI

#aiuti #aid #SaudiArabia #ArabiaSaudita #carestia #colera #emergenza #fame #guerra #Hodeidah #Houthi #Yemen

yemen

C’è qualcuno, dei tanti che per Aleppo parlavano con facilità di “olocausto”, disposto a dare un’occhiata, una sola occhiata, a quanto succede nello Yemen? A quanto da due anni fanno laggiù i nostri amici dell’Arabia Saudita, del Qatar, degli Emirati Arabi Uniti e del Kuwait (quelli a cui vendiamo armi e forniamo assistenza politica), coadiuvati dall’intelligence militare di Francia, Regno Unito, Canada e Usa? Ai crimini che commettono contro i civili Houthi?

No, non c’è. Se ci fosse avrebbe perlomeno sussultato di fronte a quanto Idriss Jazairy, relatore speciale dell’Onu per i diritti umani e le sanzioni internazionali, ha scritto pochi giorni fa. E cioè, che nello Yemen già distrutto dalla guerra contro gli Houthi più di 21 milioni di persone (82 per cento della popolazione) hanno bisogno di assistenza umanitaria e che 7 milioni rischiano la morte per fame. E che la catastrofe umanitaria, in un Paese che dipende dalle importazioni per il 90 per cento del fabbisogno di cibo e medicine, è generata dal blocco aereo e navale che i sauditi e i loro alleati hanno messo in opera dal marzo 2015. Non a caso Jazairy ha parlato di «carestia generata dalla guerra e scientemente provocata».

Si tratta, com’è evidente, di una strategia. Ovvero: per piegare la rivolta degli Houthi, si affama un’intera popolazione, sperando così di sollevarla contro la corposa minoranza sciita che non vuole arrendersi. Una rappresaglia che sauditi e compagni s’accingono a inasprire ulteriormente, visto che si apprestano a dare l’assalto al porto di Hodeidah, controllato ancora dagli Houthi e snodo centrale delle importazioni dello Yemen. Da lì, infatti, passa il 70 per cento delle importazioni e l’80 per cento dell’assistenza umanitaria.

Per stroncare la resistenza ora si vuole chiudere anche questo varco, che peraltro già lavora a ritmo ridotto a causa dei bombardamenti, nella totale noncuranza rispetto alle vittime civili. E lo si vuol fare proprio mentre sullo Yemen si agita un altro spettro micidiale, quello del colera. In poche settimane, infatti, sono stati segnalati oltre 65 mila casi sospetti e centinaia di casi confermati. Un’epidemia che, se gli aiuti necessari non potranno entrare nel Paese a causa del blocco o non potranno essere adeguatamente distribuiti, rischia di diventare una vera arma di distruzione di massa. Assai più concreta e reale di quelle di cui si fantasticò per trovare una scusa e invadere l’Iraq nel 2003.

 

Di FULVIO SCAGLIONE

1 Giugno 2017 – fulvioscaglione.com

Pubblicato in Babylon, il blog di Terrasanta.net

 

OLOCAUSTO VACCINALE: ALCUNI BAMBINI SONO MENO UGUALI DEGLI ALTRI

#BigPharma #DanieleVicari #DarioMiedico #Diaz_nonpulirequestosangue #FrancescoDeLorenzo #RobertoBurioni #BeatriceLorenzin #Sanità #TheUntouchables #Vaccini #Vaccino

vaccini

 

Immunità e rivoluzione: anticorpi cercansi

Il propagandista demagogico deve quindi essere sempre un dogmatico. Ogni sua affermazione sarà priva di sfumature. Nel suo quadro del mondo non ci sarà posto per il grigio. Secondo Hitler il propagandista deve fare suo « un atteggiamento sistematicamente unilaterale, rispetto ad ogni problema che affronti». Non deve ammettere di potersi sbagliare, o che possa avere in parte ragione chi non la pensa come lui.

(The Brave New World Revisited, Huxley 1958)

Siamo il paese delle sperimentazioni antidemocratiche e della destabilizzazione progettata a tavolino (da barche e panfili sono partiti ordini per distrarre con indagini giudiziarie e stragismi, per deindustrializzare e fare a brandelli la società a favore di massonerie e oligarchie finanziarie).

Siamo il paese della Diaz, dove è stata possibile la più grande sospensione dei diritti civili in un paese occidentale (per i fatti di Genova l’Italia fu condannata dalla Corte di Strasburgo ma il reato di tortura non fu mai introdotto mentre i torturatori restarono impuniti). Raccomando ai liceali di turno (che siano indegnamente a capo di un Ministero o suoi utili idioti delatori encomiati per essere occhi e orecchie di un dittatore che neppure riescono a vedere, drogati di soma[1]fino al midollo) di andarsi a riguardare il film-documentario di Daniele Vicari Diaz – Non pulire questo sangue .

È qui che si cercano teste pensanti fuori dal gregge tanto evocato dai belati che non sanno cosa sia una mutazione e fanno da eco a quel falso storico-scientifico che è l’immunità di gregge che proprio le vaccinazioni di massa hanno distrutto?

È qui che si cercano gli anticorpi alla deriva dittatoriale senza più maschere?

Partiamo dagli anticorpi monoclonali.

“Fuori due”

Questo l’indegno commento del virologo manciuriano filantropo con brevetti vaccinali (il conflitto d’interesse[2] non fa più nemmeno arrossire certi medicunzoli nostrani che provano in ogni modo a negare l’evidenza), creato a tavolino e poi scagliato da Big Pharma come un cane scodinzolante sui social, alla notizia della radiazione il 23 maggio scorso dello stimato Dr Dario Miedico, medico legale ed epidemiologo dalla schiena diritta (concordo con Messora nel volerlo Ministro della salute) da anni al fianco delle famiglie danneggiate da vaccini (radiazione dallo stesso Ordine che lo scorso anno gli ha consegnato una medaglia per i suoi 50 anni dall’iscrizione) le cui accuse sono ben riassunte in questo comunicato stampa. Uno che ne ha visti di cervelli danneggiati, durante le autopsie, e che riceve mediamente un paio di telefonate al giorno di madri che dopo aver trovato il proprio bambino devastato dall’oggi al domani in seguito a vaccinazione, peraltro senza poter fare segnalazione di reazione avversa a causa di un inefficace sistema di farmacovigilanza passivo, sono osteggiate e persino denigrate dal pediatra di turno restio al riconoscimento del nesso causale anche quando evidente.

Prosegue con lui l’epurazione di stampo nazifascista cominciata con la altrettanto ingiustificata radiazione del Dr Roberto Gava, primo firmatario della lettera del 2015 (che consiglio di leggere attentamente per la misura e la ragionevolezza delle perplessità sollevate da ben 150 medici esperti) il cui elenco di 150 firmatari è a quanto pare scandagliato ora dagli ordini (solo quello di Milano ha “attenzionato” i profili di altri 17 medici colpevoli di posizioni “ambigue” in tema vaccinale): la prossima sulla lista della Nuova Inquisizione? La Dottoressa Gabriella Lesmo, rea di essere “Medico, Specialista in Pediatria e Anestesia e Rianimazione, nonché madre di un ragazzo con la vita rovinata da una reazione avversa alle vaccinazioni anti-infettive eseguite per obbligo di legge” (ecco la sua lettera al Corriere di cui raccomando la lettura).

Non è un caso che la stretta sull’omeopatia[3], usata fra l’altro anche dalla longeva e non certo “credulona” regina Elisabetta ma soprattutto sostenuta dalle recenti scoperte sulla memoria dell’acqua e sul quantum imprinting del premio Nobel per la medicina Luc Montaigner (lo stesso che i crociati della Scienza Unica e Dogmatica vorrebbero annoverare fra gli “stregoni” perché applica il principio popperiano della falsificabilità della scienza, un po’ più di coerenza scientisti!), intensificatasi con la proroga non concessa per la presentazione dei dossier per la registrazione dei medicinali omeopatici sui quali il governo elvetico ha invece valutato gli studi su efficacia e sicurezza, abbia ora il suo triste e vergognoso apice con l’ennesima becera e calcolata strumentalizzazione di un bambino morto (per otite acuta), confondendo un caso di malpractice (come quello del 38enne palermitano morto per errore del chirurgo).

Alcuni bambini sono meno uguali degli altri.

(‘All animals are equal, but some animals are more equal than others.’ G. Orwell, Animal farm, 1945)

I bambini sono sempre usati come carne da macello e da propaganda (“carne da cannone” diventata “carne da televisione”, scriveva sempre Huxley). Tutti i bambini sono uguali? Forse i bambini di Manchester valgono più di quelli siriani o palestinesi sui quali il Nobel per la pace Obama ha lanciato bombe ogni 20 minuti? I bambini dell’occidente opulento valgono più di quelli africani usati per la fase 3 dell’antimalarico Rts,S/As02 o dei bambini indiani usati dalla Fondazione Gates per sperimentare (con qualche danno collaterale anche mortale) l’inutile e dannoso vaccino anti HPV e dal suo GAVI per vaccinare tutti in tutto il mondo? O di quelli morti per l’Olocausto Vaccinale che si vuole a tutti i costi negare senza esser tacciati di negazionismo?

Questo decreto canaglia di stampo fascista illegittimo da ogni punto di vista, incostituzionale, coercitivo, oltremodo violento e classista (contestato anche dal Codacons che oggi stesso svelerà documenti sulle reazioni avverse 2014 -2016 tenuti segreti dall’AIFA), che con l’imposizione indiscriminata di massa del “calendario per la vita” delle case farmaceutiche e in assenza di epidemia (ragione per cui la Ministra potrebbe essere denunciata per tentata strage secondo l’avvocato Roberto Arnoldi) vuole il dominio totale sul corpo dei bambini e dell’intera società, che probabilmente farà ottenere a Milano la sede dell’EMA in fuga dalla Gran Bretagna e certamente farà fruttare alla Glaxo il suo miliardo investito sull’Italia nel 2014, anno in cui la nostra Ministra della salute senza laurea né abbastanza tempo fra cene con federfarma e annunci roboanti per studiare l’epidemiologia del tetano (imperdibile il minuto 2:32 della sua dichiarazione di guerra ai bambini “ricordo che gli anziani continuano a morire per il tetano!”- qualcuno spieghi alla liceale che decide di avvelenare i nostri figli che il tetano non è contagioso) acconsentì a fare dell’Italia il paese test e capofila per le vaccinazioni nell’ambito della Global Health Security Agenda.

Tutti quegli studi che facciamo per i vaccini

Sentire l’attacco frontale all’omeopatia e ai “medici che la prescrivono” e soprattutto la risposta del professor Gianni Rezza, direttore di epidemiologia all’istituto superiore di sanità, “non ci sono tutti quegli studi che facciamo per i vaccini” dà la misura di quanto si sia alzato il tiro dei poteri forti, che non si curano neppure più di dare una parvenza di scienza ai burattini di turno. I vaccini non sono considerati farmaci ma misure di prevenzione e pertanto non si richiedono studi farmacocinetici: non esistono sui vaccini studi controllati randomizzati in doppio cieco con placebo ma soprattutto non esiste alcuno studio sulla combinazione sinergica dei vaccini multipli, prove di efficacia.

I vaccini non sono testati, non sono sicuri (ecco 50 studi peer-reviewed che lo provano). Chiunque tenti di fare ricerca indipendente viene ostacolato (è il caso del Nordic Cochrane, che ha accusato l’EMA di aver manipolato i dati sul vaccino anti-HPV)

Nessun medico insorge di fronte alla criminale raccomandazione, propagandata su molte riviste dirette alle mamme, a vaccinare un bambino anche se in condizioni non ottimali o sotto terapia antibiotica? Nessun medico insorge di fronte all’affermazione antiscientifica fatta non da un medico qualunque bensì dal Dr Alberto Villani Presidente Società Italiana PediatriaChi ha già avuto una malattia esantematica come ad esempio la varicella, può tranquillamente fare il vaccino perché questo va a rinforzare ulteriormente il sistema immunitario“? Forse la necessità di verificare lo stato immunitario prima (e soprattutto DOPO) la vaccinazione si sarebbe rivelata un boomerang di qui la necessità di inoculare l’idea patogena che non sia così necessario verificare l’immunità acquisita in seguito a uno dei tanti richiami vaccinali resi necessari proprio dalla mancata immunizzazione? Di qui anche la frettolosa rivaccinazione senza esami preventivi dei presunti non vaccinati dall’infermiera di Treviso?

Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito non hanno obbligo e non hanno epidemie in corso.

Da un post di Roberto Burioni del 28 maggio poi cancellato (per la vergogna o per timore di denunce per istigazione alla discriminazione sociale?):

Io sono favorevole ad una legge che vi obblighi.. Ad ogni modo comincio a sentire di feste di compleanno dove i non vaccinati non vengono invitati, magari la legge non serve neanche, basta l’emarginazione sociale. voi siete pochi e i vaccinati tanti (faccina col ghigno sorridente)” Parola di scienziato.

The untouchables

Invece noi eravamo tanti lì davanti all’ordine dei medici di Milano con i nostri figli e compagni a farci spiare da loro, un plotone inquisitorio di 15 medici che non si è dispiegato di fronte ai luminari che spaccano femori o spostano milioni lucrando sul dolore (“Io ho il centro hub del dolore più grosso di Italia con 19mila interventi all’anno, ho la forza di spostare milioni di euro perché con la forza scientifica tutti danno credito a ciò che scriviamo“), i quali non risulta siano stati radiati, né lo è l’ex Ministro della salute Francesco De Lorenzo, la “forza scientifica” di 600 milioni di lire dietro all’obbligatorietà del vaccini antiepatite B:

«Il 27 maggio 1991, con la legge 165 si istituisce l’obbligo dell’antiepatite B, legge voluta dall’allora Ministro della sanità Francesco De Lorenzo, coinvolto nello scandalo di Tangentopoli: in quanto Ministro della Sanità ottenne, nell’ambito delle indagini su tangenti, una condanna definitiva a 5 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione con l’accusa di associazione per delinquere e corruzione finalizzata al finanziamento illecito ai partiti. Suo degno compare in questa iniziativa fu il dott. Duilio Poggiolini, direttore generale del servizio farmaceutico nazionale del Ministero della Sanità di Francesco De Lorenzo, coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite sullo scandalo di Tangentopoli, membro della loggia massonica P2. Implicato nello scandalo per le infezioni HIV ed epatite C dovute a trasfusioni da sangue infetto sempre nello stesso periodo. Il Ministro De Lorenzo fu perseguito con procedimento penale per avere percepito nell’occasione dalla casa farmaceutica produttrice del vaccino, SmithKline Beecham una “tangente” di L. 600.000.000, procedimento definito con patteggiamento da parte dell’imputato[4]».

Questi soggetti sono ancora lì, perché sono parte del sistema, mentre i veri medici vengono radiati per le idee, i ricercatori che indagano minacciati, le famiglie ricattate, i film-verità censurati, i bambini dopati per mazzette impunemente, i danneggiati denigrati e vilipesi spesso senza “risarcimento” (se mai si può risarcire un bambino irrimediabilmente devastato a vita o perso del tutto a causa di un vaccino imposto dallo Stato?) o persino richiamati a sottoporre i figli a verifica delle condizioni per avere un assegno col quale neppure riescono a sopperire ai tagli che contemporaneamente si fanno alle ore di sostegno ai disabili (ricordiamo che il disegno di legge per l’istituzione della Giornata in ricordo delle persone decedute o rese disabili a causa di vaccinazioni presentato il 21/05/2013 da Giovanni Mario Salvino Burtone (PD) è stato ritirato il 03/05/2017, tempismo perfetto quanto sospetto per servire a giochi interni – Ragazzi dobbiamo inchiodare i grillini sui vaccini. Questa deve essere la loro Banca Etruriasulla pelle dei bambini!) e dulcis in fundo la stretta sull’educazione parentale soggetta a esame annuale per il quale è necessario essere vaccinati secondo il folle nuovo piano di 12 vaccini fra cui molti a virus vivo (non importa se il postino o l’idraulico che entrano a riparare il bagno non hanno obbligo di mostrare il libretto vaccinale: gli untori saranno certamente i piccoli!)

Chi è lo stregone?

Tralasciando lo sdegno per gli intollerabili teatrini mediatici che danno spazio a tutto fuorché alla scienza, in particolare agli stessi rappresentanti di gruppi di genitori con ogni probabilità infiltrati dalle lobbies dal farmaco, fa onestamente ribrezzo vedere l’ignoranza e l’arroganza associarsi nelle dichiarazioni di certe mamme che neppure si prendono la briga di leggere e conoscere le sostanze tossiche che lasciano inoculare al proprio bambino a 2 mesi di vita (e pretendono si faccia anche agli altri), magari le stesse che comprano bio o evitano pesci di grossa taglia per il contenuto del neurotossico mercurio (e non è solo il mercurio ad avere contribuito all’epidemia di autismo, ma l’introduzione nei vaccini di DNA dai feti abortiti secondo i recenti studi della D.ssa Theresa Deisher), o stanno attente alle salviettine senza fenossietanolo o alle creme senza polisorbato80 o arredano la cameretta con mobili rigorosamente privi della cancerogena formaldeide usata nelle colle o magari conoscono la tossicità dell’alluminio a contatto con la passata di pomodoro (ma NON la tossicità dell’alluminio nei vaccini), terrorizzate dall’allergia all’uovo del bimbo ma sono certe, credono, che quelle stesse sostanze, per magia e stregoneria dei vaccinologi, si trasformino in innocui elisir di lunga vita (malata) se inoculate direttamente all’interno del corpo del loro piccolo per via parenterale bypassando le normali barriere che il suo meraviglioso (quanto ancora immaturo) sistema immunitario pone in difesa di agenti esterni (mentre la barriera ematoencefalica è ancora assolutamente PERMEABILE). Chi è lo stregone?

Madri incoscienti che affidano ciò che hanno di più caro a camici indottrinati, nella migliore delle ipotesi, e formatisi coi volantini delle case farmaceutiche, o peggio, collusi e corrotti, sic et simpliciter.

Madri incuranti alle quali si dovrebbe togliere la responsabilità genitoriale?

No, non è colpa loro se sono eterodirette e fedeli al dogma propagandato.

Popolo eterodiretto, popolo bue.

Servono anticorpi e una rivoluzione civile in difesa dei bambini.

Noi saremo gli anticorpi e daremo battaglia per la libertà.

In gioco è l’intero sistema immunitario che ci mantiene in vita.

 

 

Di EMANUELA LORENZI

Fonte: www.comedonchisciotte.org

30/5/2017

 

NOTE

[1] In “Ritorno al mondo nuovo” Huxley tornerà a parlare del soma come istituzione politica: “Il drogaggio sistematico degli individui per il bene dello Stato .. era una piattaforma fondamentale della politica dei Controllori del Mondo. La razione quotidiana di soma era una garanzia contro il disadattamento personale, contro le agitazioni sociali, contro il diffondersi di idee sovversive” (1958 Brave New World Revisited)

[2] The inspiring scientists and originators of Pomona Ricerca, Professor Massimo Clementi (link), Professor of Microbiology and Virology and Dean of the School of Medicine of the Università Vita-Salute San Raffaele, and Professor Roberto Burioni (link), Associate of Microbiology and Virology at the same University, are among the key opinion leaders and internationally recognized experts in the field of human monoclonal antibodies and in the research of the host-pathogen interplay, with an outstanding publication track in this field. Their work and consolidated know how in the specific sector puts also Pomona in a leading position for the design and the development of innovative epitope-based vaccines, able to elicit only the most active antibodies after administration to the patient. From its incorporation, Pomona Ricerca has been financed by angel investors. http://www.pomonaricerca.com/

Il lavoro di Burioni e Clementi rende quindi la Pomona leader nella progettazione e sviluppo di vaccini innovativi basati su epitopi ed è finanziata sin dalla sua costituzione da investitori angelici[ndt]

[3] L’omeopatia è da sempre calunniata nel nostro paese (spesso senza sapere di cosa si stia parlando), insieme ad altre terapie pur basate sulla Evidence Based Medicine e alle quali la cosiddetta medicina allopatica ha scippato principi attivi e persino principi funzionali (vedi il similia similibus curentur, cioè il simile cura il simile, che guarda caso è alla base della pratica vaccinale, cosa ne direbbero i professoroni?), quali fitoterapia, agopuntura, medicine tradizionali. Tuttavia, la ricerca clinica in omeopatia, che non è acqua fresca, è ormai avviata e proprio la produzione di meta-analisi che confermano l’effetto superiore al placebo è una minaccia all’oligarchia delle case farmaceutiche da eradicare a tutti i costi.

[4] http://www.comilva.org/la-storia/

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Nota dell’admin:

In questi giorni di incessanti dibattiti e discussioni, mentre i tuttologi e i sotuttoio ti danno del delinquente irresponsabile e gli “Strada” di turno ti danno dell’imbecille, mi sono venuti in mente dei cartoni animati che trasmettevano alla tv quando mio figlio era piccolo al quale, come a molti altri bambini, piaceva tantissimo. Questi cartoni erano molto istruttivi, non solo per i bambini, ma anche per noi genitori. Questa serie di cartoni animati si intitolava “Esplorando il corpo umano”. Questa puntata che vi posto si intitola “Le sentinelle dell’organismo”.

Potete leggere anche Cosa sono le difese immunitarie, ma l’articolo redatto da Emanuela Lorenzi è senz’altro più esaustivo. Vi chiedo inoltre di guardare questo video che ci mostra le testimonianze di ragazzine adolescenti che sono state sottoposte al vaccino anti HPV.

E, come ultima cosa, mentre decidete di sottostare a direttive ditattoriali e accettare di inoculare ben 12 vaccini a vostro figlio/a, guardatelo/a bene negli occhi, guardate quanto è indifeso/a e alla mercè degli adulti, guardatelo/a mentre vi sorride innocente e fiducioso/a nel vostro Amore assoluto….

L’EREDITA’ DI BALFOUR: LA DISTRUZIONE DELLA PALESTINA

#Palestina #Gaza #WestBank #israele #DichiarazioneDiBalfour #Nakba

pal

Lo storico Salman Abu Sitta il 28 marzo si è rivolto alla Camera dei Lords del Regno Unito per esaminare la dichiarazione Balfour e le sue conseguenze sui palestinesi. Quest’anno ricorre un secolo da quando il documento fu firmato e fu segnato il futuro dello Stato di Palestina.

Copertina – Una donna palestinese stringe la chiave e chiede il diritto al ritorno alla sua casa dal 1948, durante il 68° anniversario della “Nakba” a Ramallah, Palestina

15 aprile 2017, dr. Salman Abu Sitta

Di seguito è riportato il testo del discorso di Abu Sitta:

 

Ladies and Gentlemen:

Stiamo assistendo oggi alla più lunga guerra contro un popolo:

Cento anni di lotta del popolo palestinese per la libertà e l’indipendenza nel proprio paese.

Cento anni di morte e distruzione nella regione.

I cento anni testimoniano la distruzione della Palestina e la dispersione del suo popolo.

Tale atto è stato reso possibile dalla più grande, più lunga, completa, premeditata e continua opera di pulizia etnica nella storia moderna.

Cento anni di violazione di ogni articolo dei diritti umani e del diritto internazionale, senza rimedio o ricorso.

Cento anni che culminano nell’unico progetto coloniale esistente oggi.

L’ironia è che la Palestina non era destinata a essere una colonia.

Alla Gran Bretagna era stata affidata la creazione di istituzioni governative in Palestina e in Iraq (entrambi come Mandato di classe A). Si doveva fondare un paese indipendente democratico che servisse al popolo palestinese.

Era la realizzazione della “Sacred Trust of Civilisation” secondo la Carta della Lega delle Nazioni.

Invece fu convertito in un progetto coloniale a beneficio di coloni europei ebrei che non erano abitanti del paese.

Fu ancora peggio di un progetto coloniale.

A differenza di qualsiasi altro progetto coloniale, alla fine è finita con l’espulsione di massa della maggioranza della popolazione, la confisca della sua terra e delle proprietà, la distruzione del suo paesaggio e la cancellazione della sua geografia e della sua storia. E’ stato l’evento più tragico in 5.000 anni anni di storia della Palestina.

balfourSegreto dell’Europa

Nel 1916, mentre gli aerei degli Alleati lanciavano volantini sugli arabi nella prima guerra mondiale, esortandoli a combattere i turchi e ottenere l’indipendenza e la libertà, Mark Sykes in Gran Bretagna e Georges Picot in Francia se ne stavano chiusi in una stanza con una mappa del Medio Oriente a pianificare come spartirselo.

Un anno dopo, Arthur James Balfour, ministro degli esteri britannico, concluse un accordo segreto con ricchi ebrei europei per facilitare l’istituzione di una “casa ebraica nazionale”, non uno stato, non nella, non della Palestina. Conservò questo accordo sotto chiave. Nel frattempo, nella primavera del 1917, le forze britanniche entrarono in Palestina e bombardarono Gaza con munizioni di gas tossici (sì) e distrussero la maggior parte dei suoi antichi palazzi, ma furono sconfitte due volte alle porte di Gaza.

La sera del 31 ottobre 1917, le forze di Allenby conquistarono Beer Sheba in un attacco a sorpresa da est. Le porte della Palestina si spalancarono. Allenby inviò un cablo a Londra il 1° novembre: “Abbiamo conquistato Beer Sheba. Gerusalemme sarà il tuo regalo di Natale”. Balfour aprì il suo cassetto e il 2 novembre 1917 rese pubblico il suo accordo segreto.

Balfour non si vergognava del suo atto. Dichiarò chiaramente la propria posizione:

“Per la Palestina non proponiamo nemmeno di passare attraverso modalità di consultazione dei desideri [non diritti] della popolazione attuale del paese.”

Se queste erano precise dichiarazioni politiche, le successive azioni britanniche in Palestina attuarono queste parole.

Il primo atto fu quello di scegliere un ministro britannico sionista, Herbert Samuel, come primo Alto Commissario della Palestina, il cui compito ufficiale era di portare all’indipendenza della Palestina e ad un governo operativo.

Samuel fece il contrario. Creò le radici per l’ascesa di Israele. Nel suo mandato (1920-1925), legalmente solo dal 1922, mise le fondamenta del futuro stato d’Israele; promulgò decine di leggi che facilitavano l’acquisizione ebraica della terra palestinese; riconobbe l’ebraico come lingua ufficiale; fondò istituzioni ebraiche separate: sistema bancario, sistema educativo, sindacato (Histadrut), opere pubbliche (Soleh Boneh), società di produzione di energia (Rosenberg). Ma le leggi più pericolose per l’eliminazione della Palestina furono la creazione di un consiglio legislativo ebraico separato e delle forze armate separate ebraiche (Haganah), che alla fine conquistarono la Palestina.

Nella lingua legale di oggi, Samuel pose le basi dell’ Apartheid israeliano.

 

La nascita dell’apartheid

Samuel emanò molte di queste leggi senza averne avuta l’autorità né da parte della Lega delle Nazioni che approvò il Mandato solo il 24 luglio 1922, né dell’autorità del Colonial Office di Londra che respinse spesso l’impostazione di Samuel.

La marea di coloni ebrei europei in Palestina raggiunse il suo picco verso la metà degli anni ’30. Alla fine del 1936, la popolazione di immigrati ebrei totale salì a 384.000 il  28% dell’intera popolazione (dal 9% all’inizio del Mandato). Questo infiammò la rivolta araba palestinese (1936-1939).

La rivolta fu respinta dai britannici con la massima brutalità. La RAF bombardò indiscriminatamente villaggi. L’aumento di vittime civili fece infuriare la popolazione e aumentare il numero di coloro che si unirono alle file dei ribelli (chiamati “banditi” dagli inglesi). Le forze britanniche attaccarono i villaggi, distrussero le loro provvigioni e tennero gli uomini in gabbie per due giorni senza cibo né acqua. La punizione collettiva fu ampiamente applicata. I partiti politici furono sciolti. I leader imprigionati o deportati.

Le forze britanniche all’epoca (25-50.000 soldati) furono assistite occasionalmente da forze armate ebraiche, in particolare 20.000 poliziotti ebrei, guardie coloniali aggiunte che fornivano anche informazioni di intelligence.

Una stima minima delle vittime palestinesi fu: 5.000 uccisi, 15.000 feriti e altrettanti prigionieri. Più di 100 uomini furono giustiziati, compresi leader come l’ottantenne Sheikh Farhan Al-Sa’di, che fu impiccato durante il digiuno del Ramadan il 22 novembre 1937. Quindi, circa il 50% di tutti gli adulti maschi nella regione montuosa della Palestina, corrispondente grossomodo alla Cisgiordania di oggi dove la rivolta fu particolarmente attiva, fu ferito o imprigionato dai britannici.

Nel 1939 la società palestinese era smembrata, indifesa e senza un leader. L’anno 1939 può essere identificato come la Nakba inflitta dai britannici.

Circa dieci anni dopo, Ben Gurion fu l’artefice della Nakba inflitta dai sionisti nel 1948.

 

I sionisti attaccano la Gran Bretagna

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale i sionisti premiarono la Gran Bretagna con il cui appoggio si erano aperte le porte della Palestina ad una marea di immigrati ebrei. I sionisti avviarono una campagna terroristica contro i loro precedenti benefattori. Bombardarono il quartier generale britannico, impiccarono soldati britannici e rapirono giudici britannici.

Nel 1945, la Gran Bretagna dovette spedire in Palestina la sesta divisione Airborne per combattere il terrorismo sionista. Lo scopo non era quello di salvare la Palestina, ma di salvare i propri soldati.

I sionisti assassinarono anche il conte Folke Bernadotte, il mediatore delle Nazioni Unite incaricato di portare la pace in Palestina.

Le azioni ebraiche furono descritte come “terrorismo” dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nella risoluzione 57 del 1948.

Nelle restanti sei settimane del mandato, i sionisti attaccarono e spopolarono 220 villaggi palestinesi e commissero massacri, il più infame fu Deir Yassin. Il compito degli inglesi era quello di proteggere i palestinesi. Cosa hanno fatto?

 

Non intervennero.

Non intervennero quando più di una dozzina di massacri furono commessi nei confronti dei villaggi palestinesi. Deir Yassin è il più noto. Il Comando britannico di polizia a Gerusalemme si trovava a pochi chilometri di distanza, ma non fece nulla. L’espulsione dei palestinesi da Tiberiade fu aiutata dagli inglesi che fornirono il trasporto per la popolazione espulsa. Nella massiccia evacuazione della popolazione palestinese di Haifa le forze britanniche non difesero la popolazione, ma aiutarono la sua partenza.

La caduta di Haifa la dice lunga sul fallimento del generale Stockwell nello svolgere le sue funzioni e proteggere la popolazione. Le accuse contro di lui e la sua “cooperazione” con i sionisti invasori rimangono ancora oggi una macchia sul suo curriculum.

manoscritto

Il manoscritto delle comunicazioni tra le pattuglie inglesi lungo l’asse Jaffa-Gerusalemme e il loro quartier generale nel periodo critico dell’aprile-maggio 1948 è una registrazione che denuncia la collusione britannica e il mancato rispetto dei propri obblighi.

Nella registrazione radio (n°129) delle truppe in servizio (aprile e maggio 1948), ci sono frequenti indicazioni che mostrano il rifiuto dell’esercito britannico di salvare gli abitanti palestinesi quando attaccati dagli ebrei. All’esercito fu ordinato di guardare, segnalare e non interferire. Quando gli ebrei chiesero aiuto, alle truppe fu ordinato di andare in loro soccorso.

Secondo la registrazione, il villaggio di Deir Muheisen bruciava sotto i colpi di mortaio dell’Haganah ebraica e i suoi abitanti urlavano chiedendo aiuto mentre le forze britanniche rimanevano a guardare senza fare nulla. Nelle loro relazioni deridono i palestinesi chiamandoli wogs (neri).

La sbrigativa partenza dei Britannici lasciò il paese nel caos e nella disperazione. Fu la più disgustosa partenza britannica da qualsiasi posto nell’Impero britannico.

La Gran Bretagna non consegnò un governo operativo ai palestinesi come le dettava il suo dovere. I Britannici lasciarono la Palestina nelle mani di coloni ebrei europei che erano stati introdotti nel paese dalla Gran Bretagna, addestrati dalla Gran Bretagna e armati dalla Gran Bretagna. Il primo compito dei coloni fu quello di terrorizzare gli stessi britannici e cacciarli dalla Palestina.

L’ultimo Alto Commissario della Palestina, Sir Alan Cunningham, lasciò la Palestina senza una parola di addio, né per gli arabi sconfitti né per gli ebrei vincitori.

È davvero sorprendente e una riflessione spiacevole sulla politica britannica che, invece di rispettare i suoi obblighi di proteggere i palestinesi e di consegnare una Palestina libera e democratica, la Gran Bretagna, un anno dopo la Nakba, insieme agli Stati Uniti e alla Francia, rilasciò la Dichiarazione Tripartita del 1950 contro ogni tentativo di cambiare lo status quo, cioè la distruzione della Palestina e l’espulsione del suo popolo.

La storia che è seguita, dall’Aggressione Tripartita del 1956, conosciuta anche come la Campagna di Suez, alla soppressione della libertà di parola sulle atrocità israeliane di Theresa May, mostra solo che l’eredità di Balfour è ancora viva e vegeta al n°10 di Downing Street.

Sono sicuro che la maggioranza dei cittadini britannici non è d’accordo con questa eredità vergognosa.

esodo

Dopo 100 anni di sofferenza palestinese,

oggi abbiamo il diritto di fare appello a:

TUTTE LE PERSONE DI BUONA COSCIENZA in Gran Bretagna, e sono tante, e in tutto il mondo, a unirsi in questa richiesta:

Invitiamo il governo britannico:

  • a scusarsi con il popolo palestinese per le sue sofferenze di un secolo di morte e distruzione, che ancora non vede la fine, per non avere volontariamente o in modo negligente assolto i propri doveri e obblighi,
  • a pagare una piena indennità per tutte le perdite e danni diretti e conseguenti al popolo palestinese, Ibrahim Hewitt: Tutto ciò che fa Israele fa parte di un piano, non è una “risposta” forzata al “terrorismo
  • a rispettare le norme e le direttive esposte nel Parere Consultivo della Corte internazionale di giustizia per quanto riguarda il Muro del 9 luglio 2004,
  • ad apportare modifiche per aiutare, come richiesto allo scopo, la creazione di una Palestina libera democratica, per mezzo di:
  1. correzione delle proprie politiche all’interno del Regno Unito e nell’arena internazionale in modo che i diritti inalienabili dei palestinesi siano pienamente realizzati,
  2. aiuto, come attore primario, alla ricostruzione della Palestina e al rimpatrio del suo popolo,
  3. adozione della storia contemporanea palestinese e della sofferenza del suo popolo nei programmi scolastici e nei media, e di tutti gli altri mezzi necessari per raggiungere l’obiettivo di una Palestina libera e indipendente.

 

Su quanto sopra, invitiamo tutte le persone di coscienza in Gran Bretagna e nel mondo a impegnarsi con queste richieste per ricostruire la Palestina e portare giustizia, libertà e pace al suo popolo.

 

Traduzione Simonetta Lambertini – invictapalestina.org

fonte: https://www.middleeastmonitor.com/20170415-balfours-legacy-the-destruction-of-palestine/

 

Pubblicato da invictapalestina.org il 17 Aprile 2017

SIRIA: DOVE SONO FINITI QUESTI BAMBINI?

#Syria #Turchia #EU #USA

BIMBI

In questo breve video si vedono i bambini feriti a Rashdeen, attentato causato dai nostri “ribelli Siriani” e come da prassi ignorato dai grandi media. Ricordo che i terroristi hanno lanciato per terra delle patatine, e i bambini sono accorsi in massa. E’ stata una strage, ma come se non bastasse i nostri ribelli hanno impedito alle ambulanze di prestare soccorso… il motivo? 200 persone (la cui maggioranza sono bambini) spariti nel nulla. Si pensa che i piccoli (feriti e non) siano finiti in Turchia. Nel video alcuni dei bambini feriti caricati su uno dei pickup dei terroristi. I media tacciono, i nostri governi anche…. Ormai non è più possibile addossare la colpa ad Assad!

VITTORIO “VIK” ARRIGONI

#VittorioArrigoni #RestiamoUmani #Gaza #israele #Palestina #DirittiUmani

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Per rendere onore alla memoria di Vittorio Arrigoni è importante sottolineare che si tratta principalmente della storia di un uomo. Sarebbe abbastanza inutile elencare le sue esperienze di cooperazione umanitaria, le  vicende che lo hanno posto al centro della cronaca giornalistica dei primi anni duemila si trovano ovunque, quello che è più complesso da analizzare è il ruolo forte che riuscì a costruirsi nel panorama della verità raccontata con crudo realismo sulle vicende della striscia di Gaza e quanto queste abbiano tormentato la sua esistenza di reporter, di scrittore e di uomo già prima del rapimento e dell’omicidio di cui fu vittima. Le fonti saranno fondamentali per una comprensione piena e vera di quanto “Vik” come si firmava e come voleva essere chiamato, abbia seminato e raccolto prima di tutto umanamente e poi anche storicamente con il semplice utilizzo del suo coraggio e della forza della verità. Sul suo blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/ si legge nell’intestazione: “Guerriglia alla prigionia dell’Informazione. Contro la corruzione dell’industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l’imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, l’abrasiva denuncia, verso la dissoluzione di ogni soluzione precostituita, L’infanticidio di ogni certezza indotta. La polvere nera della coercizione entro le narici di una crisi di rigetto. L’abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito.” Un nitido anticonformismo volto a scardinare la prassi comunicativa dei mezzi di comunicazione tradizionali, afferenti al pensiero unico e vittime della logica per cui l’equilibrio delle parti la fa sempre da padrone rispetto la volontà di sapere la verità. Se si dovesse scegliere un personaggio della storia delle letteratura per accostarlo ad Arrigoni, questi potrebbe essere Don Chisciotte. Con la stessa lucida follia la sua vita è stata un eterno scagliarsi addosso ai mulini a vento del conformismo, dell’asservimento e del pensiero totalizzante di chi raccontava una storia non vera, facendolo dal fronte,sul posto, accostandosi quotidianamente alla tragedia e alla morte, così vicino da essere risucchiato egli stesso. Come Don Chisciotte, Arrigoni operò il tentativo folle di rendere la realtà quanto più possibile simile ai suoi sogni più profondi, al suo desiderio di giustizia e alla sua conclamata umanità. Scrive Ramzy Baroud (www.ramzybaroud.net) giornalista internazionale e direttore di PalestineChronicle.com: “Scrivendo sul Guardian UK da Roma, il 15 aprile, John Hooper asseriva: “La vita di Arrigoni era tutt’altro che sicura. Nel settembre 2008 fu ferito (dalle truppe israeliane) mentre accompagnava pescatori palestinesi in mare. Due anni fa ricevette minacce di morte tramite un sito web di estrema destra americano, che forniva agli aspiranti assassini una sua foto e alcuni dettagli fisici, come un tatuaggio sulla spalla”. (Il sito è http://stoptheism.com/). E ancora: “Oltre al dolore, l’omicidio ha portato la disperazione a Gaza”, si legge in un editoriale del giornale inglese The Independent del 16 aprile. “Non solo Arrigoni era molto conosciuto e amato, ma non è sfuggito a nessuno che il suo sequestro è stato il primo dopo quello del giornalista della BBC Alan Johnson nel 2007.” Una vita spesa per la difesa e la promozione dei diritti umani ma una vita donata, nel vero senso della parola, alla causa della Palestina. Una persona evidentemente convinta che le opere avessero un valore maggiore rispetto ad altri atti caritatevoli ma meno incisivi sul piano della realtà. Documenti, filmati, articoli, blog, qualunque strumento potesse essere utile alla promozione dei suoi ideali, Arrigoni lo utilizzava e non sono in pochi, tra tutti Amos Oz, ad aver avvertito “Vik” della possibilità concreta che la sua attività stesse risultando scomoda a molti. La polemica con Saviano, poi, balzò alle cronache anche per la verve con la quale Arrigoni criticò un personaggio apparentemente intoccabile, un dibattito lungo sull’operazione “piombo fuso” che permise ad Arrigoni di farci conoscere molto meglio tanti lati di una storia che sino ad allora appariva torbida, raccontata in modo interessato o più semplicemente mal raccontata. Scrive Arrigoni: “Ci sono terribili catastrofi naturali inevitabili a questo mondo, come i terremoti e gli uragani. A Gaza è in corso una catastrofe umanitaria innaturale perpetrata da Israele ai danni di un popolo che vorrebbe ridotto alla più completa miseria e sottomissione. Una popolazione disperata che non trova più il latte e il pane per nutrire i suoi figli. Che non piange neanche più i suoi lutti perchè anche agli occhi è stata imposta una dieta ferrea. Il mondo intero non può ignorare questa tragedia e, se lo fa, non includeteci in questo mondo”. La sua capacità narrativa è cruda, tragicamente diretta ad infondere nel lettore tutte le sensazioni che possono essere provate ad aver scelto di essere partecipi di una enorme sofferenza umana: “Avete presente Gaza? Ogni casa è arroccata sull’altra, ciascun edificio è posato sull’altro. Gaza è il posto al mondo a più alta densità abitativa, per cui se bombardi a diecimila metri di altezza è inevitabile che tu faccia una strage di civili. Ne sei cosciente e colpevole, non si tratta di errore, di danni collaterali. Così bombardando la caserma di polizia di Al Abbas, in pieno centro, è rimasta coinvolta nelle esplosioni anche la scuola elementare lì a fianco. Era la fine delle lezioni e i bambini erano già in strada, decine di grembiulini azzurri svolazzanti si sono macchiati di sangue. Durante l’attacco alla scuola di polizia Dair Al Balah, si sono registrati morti e feriti nel suq vicino, il mercato centrale di Gaza. Abbiamo visto corpi di animali e di uomini mescolare il loro sangue in rivoli che scorrevano lungo l’asfalto. Una Guernica fuoriuscita dalla tela per trasfigurarsi nella realtà.” L’attualità della questione dei diritti umani a Gaza è stata violentemente rimessa al centro del dibattito internazionale in questi mesi ed è soprattutto per questo che le figure come quella di Vittorio Arrigoni non devono essere buttate nel dimenticatoio ma raccontate con costanza in modo da porre l’accento su quanti come lui possano servire da esempio ai tanti che si occupano attivamente o passivamente della difesa delle popolazioni inerme di Gaza. “Vik”, per essere chiari, si è schierato apertamente, durante la propria permanenza in Palestina, sia contro la politica di Hamas sia contro la politica  di al-Fath in Cisgiordania, dimostrando la assoluta veridicità del suo impegno a favore dei diritti umani e smentendo quanti sostennero che si trattasse più semplicemente di un antisionista militante. Un uomo che ha vacillato come è naturale che sia, dinanzi allo sgomento che può provarsi quando gli attori internazionali che dovrebbero recitare delle parti, ne recitano altre, come egli stesso scriveva, facendo trasparire anche un velo di tristezza: “Vi confesso che il mio «restiamo umani» ha vacillato spesso in questi ultimi giorni, ma resiste. Resiste come l’orgoglio, l’attaccamento alla terra natia intesa come identità e diritto all’autodeterminazione della popolazione di Gaza, dai professori di Gaza alla gente incontrata per strada, medici e infermieri, reporter, pescatori, agricoltori, uomini, donne adolescenti, quelli che hanno perso tutto e quelli che non avevano più nulla da perdere, fino all’ultimo fiato in gola mi esprimono l’inshallah di una vittoria vicina, il sincero convincimento che le loro radici raggiungono profondità tali da non poter essere recise da alcun bulldozer nemico.” Il premio Nobel per la Pace è stato consegnato a tanti, tantissimi protagonisti della nostra storia contemporanea di cui si potrebbe discutere per giorni. Due su tutti, Barack Obama e l’Europa. Senza scendere troppo nei dettagli che sposterebbero troppo il focus della questione, verrebbe da suggerire come siano i personaggi come Arrigoni che nella realtà dei fatti abbiano cercato, fino alla morte, di raccontare le condizioni umane delle popolazioni inerme e spingere con tutte le forze gli enti sovranazionali a far sì che le condizioni per una reale pace duratura venissero messi in essere. Verrebbe da chiedersi, inoltre, se non è anche questo un caso in cui “le piccole mani muovono le ruote del mondo”, smascherando la nudità e la complicità delle mani dei giganti. Vittorio Arrigoni è morto, ucciso da un gruppo terrorista dichiaratosi vicino all’area jihadista salafita. In molti hanno fatto dell’ironia sul fatto che egli sia stato ucciso dalle popolazioni che stava cercando di difendere, altri dubitano persino che la mano dell’assassino di Arrigoni sia quella che si è dichiarata tale. Ma queste sono paradossalmente piccolezze rispetto all’opera di sensibilizzazione che il nostro ha fatto, soprattutto in Italia, rendendoci tutti un po’ più consapevoli e responsabili, testimoniando con l’esempio che è veramente possibile sconvolgere l’opinione pubblica con il semplice utilizzo di una videocamera, di una fotocamera e di un mezzo per scrivere. Restare umani in un panorama mondiale che va in tutta altra direzione è un appello più forte di quanto debolmente potrebbe apparire, significa anzitutto mettersi in gioco per l’umanità, sentendo nel profondo la domanda di riconoscimento dei drammi altrui, significa cancellare se stesso e mettersi a disposizione della storia, donandosi completamente ad una causa. Significa a volte perdere la vita. Restare umani non è come sembrerebbe una espressione esasperatamente buonista, significa fare un bagno nella tragedia e cercare di restare in piedi. Non è facile essere umani, Vittorio Arrigoni ci è riuscito.

 

1 Settembre 2014 – intellettualedissidente.it

YEMEN: AEREI USA CARICHI DI ARMI SBARCANO AD ADEN

#Yemen #Aden #AlHouthi #AlHudayda #Ansarullah #USA #SaudiArabia

Fonti della sicurezza in Yemen hanno rivelato giorni fa che quattro aerei cargo americani carichi di armi per le milizie filo-saudite sono atterrati ad Aden.

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“Quattro aerei da trasporto C-130 con a bordo una grande quantità di armi e munizioni sono atterrati all’aeroporto di Aden nel sud dello Yemen”, hanno riferito fonti della sicurezza.

Gli aerei americani sono atterrati tra strette misure di sicurezza con i caccia e gli elicotteri dell’Arabia Saudita che sorvolavano l’aeroporto di Aden per garantire l’atterraggio sicuro degli aerei cargo americani. Le armi saranno probabilmente utilizzate per l’occupazione dello strategico porto yemenita di al-Hudayda, sul Mar Rosso.

Il capo del Consiglio supremo dello Yemen, Saleh al-Sammad ha sottolineato che Washington e Londra stanno sostenendo il regime di Riyadh nei suoi crimini contro i civili yemeniti. Il funzionario ha sottolineato che il popolo yemenita è pienamente preparato a sacrificare la propria vita per preservare la libertà, la dignità e l’indipendenza.

La presenza di Riyadh in Yemen è al servizio degli interessi di Tel Aviv”, ha dichiarato giorni fa il leader Ansarullah, Sayyed Abdul-Malik al-Houthi.

A spingere per un maggior impegno Usa in Yemen, dinanzi all’incapacità mostrata da Riyadh e dai suoi alleati di prendere il controllo di quel Paese, c’è il fatto che dagli Stretti di Bab al-Mandeb transitano giornalmente circa 4,5 ml di barili di petrolio proprio dinanzi al porto controllato dalla Resistenza. Se a questo si aggiunge il fatto che lo Stretto di Hormuz, all’imbocco del Golfo Persico, è controllato dall’Iran, si spiega la molla che può portare a un maggior impegno Usa in Yemen.

dalla Redazione di “Il Faro Sul Mondo”

18 Aprile 2017 – ilfarosulmondo.it

L’ATTACCO CHIMICO IN SIRIA (A IDLIB) E’ UNA FALSE FLAG

#Syria #sarin #Idlib #FalseFlag #USA #Trump

 

 

15 Aprile 2017

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